Bologna – 16 febbraio 2026 – “La messa in bella di quanto detto e fatto fin qui dalla sinistra non basta sulla sicurezza. Non basta, perché è stata ritenuta non credibile dagli elettori e non ha funzionato, oggettivamente, per tutti i problemi sul tavolo. Così come solo la retorica sicuritaria e anti-immigrazione della destra non funziona, allo stesso modo la sinistra deve aggiornare la sua proposta e tenere insieme prevenzione e aspetti più sicuritari. Perché dire che la sicurezza non si fa con la repressione ma con la prevenzione è sbagliato! Si fa sia con la prevenzione che, in alcuni casi, con la repressione. Non è pensabile che non ci siano anche strumenti di questo tipo come risposta ai problemi”. Lo ha detto oggi Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia Romagna, alla rubrica 24 Mattino su Radio 24.
Sempre in tema di immigrazione de Pascale, nel corso del suo intervento a 24 Mattino, ha parlato anche della sua posizione sui Cpr indicata da lui stesso in un’intervista al Corriere della sera e della sua richiesta rivolta al governo Meloni di – come spiega – “avviare un confronto sui temi della sicurezza alla ricerca di soluzioni concrete ed efficaci frutto di un patto istituzionale con il Governo e le amministrazioni territoriali”.
“Piantedosi ha commesso un errore grave perché a questa mia disponibilità di dialogo ha in prima istanza risposto dicendo “allora domattina vi diciamo dove apriremo”, ha quasi strumentalizzato la mia richiesta. Il ministro, invece di sedersi e discutere, ha strumentalizzato la mia posizione… Poi, ci siamo sentiti e dal dialogo che c’è stato ho capito che sulla strategia complessiva ci sarà un coinvolgimento. Ora noi aspettiamo di capire come vuol procedere il governo”: ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna, Michele de Pascale.
Tra il 12 e il 13 febbraio de Pascale ha sentito telefonicamente sia il sindaco di Bologna Lepore che il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Due colloqui che hanno chiarito le reciproche posizioni e che spero aiutino a far ripartire il dialogo. Ho detto ad entrambi che penso sia un errore far iniziare questo dialogo da un singolo strumento, il CPR, e circoscriverlo a una singola città, Bologna, peraltro, come tutti i capoluoghi di Regione, già gravata da tensioni e difficoltà maggiori rispetto al resto del territorio”: ha spiegato de Pascale.
“Avevo scritto al ministro qualche settimana fa affrontando molti temi legati alla sicurezza: dalle stazioni alla riforma della polizia locale, fino al tema, che ci preoccupa tutti, a maggior ragione dopo alcuni drammatici episodi di cronaca, della certezza della pena o dell’espulsione per soggetti socialmente pericolosi. Su questo ultimo punto, il governo Meloni ritiene imprescindibile il potenziamento della rete dei CPR, mentre alle cittadine e ai cittadini da più parti arrivano dati e statistiche, quantomeno altrettanto autorevoli, che ne dimostrerebbero la sostanziale inefficacia e disumanità, oltre che la genericità dello strumento che si rivolgerebbe sia a soggetti pericolosi che a soggetti che non hanno mai commesso reati”: ha dichiarato il presidente della Regione Emilia Romagna.
Peraltro, “le responsabilità di questi problemi in nessun modo possono essere attribuite in via esclusiva a questo Governo, ma sarebbero le stesse sin dalla loro istituzione nel 1998, dovute alla legge Turco-Napolitano (*), e meriterebbero un’analisi puntuale e seria, prima di qualsiasi decisione in tal senso”. “Il punto per me- chiude quindi de Pascale-, rispetto a temi delicati ma purtroppo difficilmente eludibili, come espulsioni coattive e correlata detenzione amministrativa, non deve essere ‘CPR sì’ o ‘CPR mai in Emilia-Romagna’, ma confrontarsi per costruire una strategia condivisa, senza veti o forzature, anche partendo legittimamente da posizioni diverse”.
(*) la legge Turco-Napolitano aveva riformato la disciplina dell’immigrazione, introducendo il sistema di programmazione dei flussi d’ingresso per lavoro e ponendo l’accento sull’integrazione degli immigrati regolari.

