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Parità e dignità di genere, iniziativa Uisp al Liceo Morgagni di Forlì trasforma la consapevolezza in azione

(Sesto Potere) – Forlì – 16 febbraio 2026 – Sperimentare altri punti di vista, mettersi letteralmente “nei panni dell’altro” e scoprire che le differenze non sono un ostacolo, ma una risorsa per crescere come cittadine e cittadini più consapevoli. Questo il cuore degli incontri di role playing che il Comitato UISP Forlì Cesena ha realizzato al Liceo G.B. Morgagni nell’ambito del progetto UISP nazionale “Differenze 2.0”, il percorso di educazione di genere promosso da UISP e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità (avviso violenza 2022) per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne e gli stereotipi che la alimentano.

Guidati dalle esperte Antonella Guarino e Irene Barbieri dell’Associazione LYR, gli studenti e le studentesse delle classi III AU e III CU hanno partecipato a tre incontri di role playing, svolti il 22 e 28 gennaio e il 12 febbraio 2026, all’interno di un cammino più ampio di formazione e sensibilizzazione.

Il gioco di ruolo, qui, non è semplice simulazione, ma uno strumento educativo: attraverso situazioni narrative e personaggi da interpretare, ragazze e ragazzi lavorano su empatia, ascolto, gestione dei conflitti, riconoscimento dei diversi tipi di violenza – non solo fisica, ma anche psicologica e digitale – e sulle tante forme in cui il sessismo può insinuarsi nel quotidiano.

L’impianto degli incontri è stato curato nei dettagli: materiali visivi come cartelloni e slide, attività strutturate e momenti di confronto collettivo hanno reso il percorso dinamico e coinvolgente, permettendo anche a chi di solito resta in silenzio di trovare uno spazio di parola.
Un elemento decisivo, sottolineato dalle docenti Elena Galeazzi e Monia Valentini, è stato il clima non giudicante costruito dalle operatrici, che ha favorito un dialogo rispettoso sui temi più sensibili, dalla parità di genere al linguaggio d’odio, fino alla violenza online e al cyberbullismo che il progetto Differenze 2.0 affronta in modo specifico.

Il valore di questo approccio emerge con forza dalle parole delle ragazze e dei ragazzi. “Il progetto Differenze 2.0 ci ha davvero aiutato ad aprire gli occhi su molte realtà che spesso ignoriamo o diamo per scontate”, racconta Martina della III AU, sottolineando come la classe sia riuscita “a discutere apertamente e ascoltarsi sul serio” in un clima di confronto raro nella quotidianità scolastica. Nella stessa classe si sottolinea quanto sia stato importante poter parlare di temi delicati “senza sentirci giudicati/e”, scoprendo che non giudicarsi a vicenda e imparare ad ascoltarsi è già un primo passo concreto verso relazioni più paritarie.

Anche la III CU restituisce la percezione di un cambiamento in corso: “Questo progetto ci sta aiutando a essere più consapevoli su problematiche che possono riguardarci da vicino, facendoci essere cittadini e cittadine più attivi/e nell’abbattere anche pregiudizi e stereotipi”, scrivono alcuni studenti. C’è chi afferma di aver acquisito “nuova consapevolezza e appreso nuovi punti di vista”, chi riconosce che “forse conviene prevenire sensibilizzando”, rimarcando l’importanza di affrontare queste tematiche proprio a scuola, prima che gli episodi di violenza o discriminazione accadano.

Durante gli incontri, più di una studentessa racconta di essersi sentita “LIBERA e SICURA di potermi esprimere”, evidenziando quanto il diritto alla parola e all’ascolto sia centrale per una reale uguaglianza tra generi. Altri sottolineano come il progetto abbia aiutato a vedere “che quotidianamente viviamo differenze di genere senza rendercene conto” e come “tante parole, tanti gesti possono essere causa di differenze”, facendo emergere la dimensione spesso invisibile, ma pervasiva, delle microdiscriminazioni.

Tra le frasi che meglio sintetizzano lo spirito di Differenze 2.0 c’è la riflessione di chi dice: “Ho scoperto che molti privilegi sono diritti!”, un passaggio che rovescia la prospettiva e invita a interrogarsi su ciò che viene vissuto come “normale” da alcuni, ma resta negato ad altri. Un’altra studentessa aggiunge: “Dal progetto Differenze 2.0 ho imparato che la parità di genere non significa essere tutti uguali, ma avere gli stessi diritti e lo stesso rispetto”, mettendo a fuoco un principio fondamentale di ogni politica di pari opportunità: le differenze esistono, ma non possono giustificare gerarchie o violenza.
Non manca, tra i commenti, anche uno sguardo critico che ricorda come queste tematiche dovrebbero essere affrontate “in ambienti dove vi sia la necessità vera”, a testimonianza di una consapevolezza crescente sul fatto che la prevenzione non può limitarsi alle scuole più sensibili, ma deve raggiungere anche i contesti più resistenti al cambiamento. La metafora del bicchiere – “non dobbiamo perdere tempo a focalizzarci su quanta acqua ci manca, ma guardarci intorno e accorgerci di quanti invece lo hanno più vuoto del nostro” – invita a riconoscere i privilegi, a trasformarli in responsabilità collettiva e in impegno per i diritti di tutte e tutti.

In questo senso, gli incontri di role playing a Forlì non sono stati solo un modulo formativo ben riuscito, ma un tassello di un progetto più ampio che, a livello nazionale, vuole costruire una cultura del rispetto, del linguaggio consapevole e della prevenzione della violenza maschile sulle donne attraverso la partecipazione attiva delle nuove generazioni.

Un percorso in cui il gioco diventa strumento politico e pedagogico insieme, capace di trasformare le classi in laboratori di democrazia, dove si impara che uguaglianza non significa cancellare le differenze, ma garantire a ogni persona la stessa dignità, gli stessi diritti e lo stesso rispetto.