(Sesto Potere) – Forlì – 12 febbraio 2026 – Il TAAF-Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì e LAC Emlia Romagna replicano nuovamente all’amministrazione comunale sul tema dell’habitat naturalistico presente nell’ex Eridania.
“L’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta accusa le associazioni ambientaliste di “parlare a sproposito”, però i documenti della sua stessa amministrazione confermano che l’obiettivo non è solo pulire il terreno dal guano, ma smantellare l’habitat della garzaia per allontanare e impedire il ritorno di specie protette. Sebbene l’intervento sia presentato come “manutenzione straordinaria del verde”, il computo metrico rivela la vera natura del cantiere. La Deliberazione 503/2025 e i relativi documenti tecnici (DUVRI e Computo Metrico) raccontano una realtà diversa. L’assessore parla di “operazioni di decespugliazione e sfalcio”, ma omette di citare quanto previsto dal capitolato e dal computo metrico a pagina 10 dove si parla esplicitamente di abbattimento di alberature spontanee, potature di esbosco e, dato più allarmante, di raccolta e cernita di nidi”: lo afferma in una nota il TAAF-Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì.
Le associazioni ambientaliste indicano la pag. 26 della delibera dove si torna a parlare di: “diradamento della garzaia: effettuare il diradamento basso della zona interessata dalla garzaia. con abbattimento delle alberature spontanee e potatura di esbosco. il materiale vegetale di risulta dovrà essere conferito a un centro di termovalorizzazione” e fanno presente che: “all’interno dell’area ex Eridania la vegetazione è tutta spontanea in quanto vi è stata la rinaturalizzazione della zona dopo oltre 50 anni di abbandono dai lavori dello zuccherificio”.
Il TAAF riporta il capitolo della delibera che parla di: “sanificazione e igiene: eseguire interventi di sanificazione. disinfezione, disinfestazione e igienizzazione nelle zone sottostanti alle garzaie”... e si domanda: “Cioè si spargeranno veleni che inquineranno il terreno, faranno strage di piccoli animali, microfauna e microflora e modificheranno pesantemente l’ecosistema?”.
Il TAAF indica quello che ritiene: “il punto più scottante dell’intera delibera ” quello che parla di dissuasori: “per: “fornire e installare dissuasori. al fine di prevenire la formazione di una nuova garzaia con l’obiettivo dichiarato di prevenire la formazione di una nuova garzaia” dove si evince l’obiettivo dichiarato di prevenire la formazione di una nuova garzaia () Con questi strumenti si decreta di fatto l’allontanamento definitivo delle specie tutelate. Altro aspetto riguarda chi sta operando sul campo. Ci chiediamo: quali competenze faunistiche hanno gli operai per distinguere nidi vuoti da quelli in costruzione?”.
Inoltre, aggiunge, ancora, il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì: “nella Relazione Tecnica (a pag. 39) vengono citati enti intervenuti (ASL e Arpae) che non hanno alcuna competenza sulla fauna selvatica. Ricordiamo che l’unico ente titolato a esprimersi e intervenire in materia di fauna selvatica è la Regione. E comunque in piena estate l’ASL aveva dichiarato che non vi era un pericolo sanitario. Mentre l’amministrazione parla di “bonifica”, la descrizione sintetica dell’appalto definisce l’opera come “manutenzione straordinaria del verde”. Il sospetto è che si tratti di un appalto di manutenzione verde utilizzato per mascherare un intervento diretto sull’avifauna protetta, operazione che richiederebbe ben altre autorizzazioni e pareri scientifici”.
Il TAAF ricorda di aver più volte inviato lettere all’amministrazione Zattini con proposte e richiesta di confronto sul tema degli interventi che verranno eseguiti nella vasta area verde dell’ex Eidania..: “ma queste lettere sono rimaste senza risposta. L’assessore in un incontro a fine estate, aveva tenuto a precisare che: “era escluso che la garzaia potesse provocare problemi sanitari alla salute”. Il TAAF aveva approvato la pulizia del guano ma aveva richiesto che fossero contattati esperti di avifauna prima di intervenire e che fossero presenti durante le operazioni di pulizia. Invece: di questo non si è tenuto conto. La cittadinanza merita chiarezza: perché si sta procedendo con l’abbattimento di alberi e la rimozione di nidi in un’area così delicata senza il coinvolgimento degli enti competenti per la tutela faunistica e si sta distruggendo l’ecosistema di un’area ricca di biodiversità e che restituisce benefici ambientali. Durante l’alluvione del 2023/2024 quell’area ha fatto anche da cassa di colmata trattenendo acqua e tutelando in parte i cittadini”: conclude il TAAF.

