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Bologna, la richiesta: intitolare una via, una piazza o un altro luogo pubblico a Carolina Picchio, prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia

(Sesto Potere) – Bologna – 12 febbraio – Intitolare una via, una piazza o un altro luogo pubblico a Carolina Picchio, prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia.

A chiederlo sono stati gli studenti bolognesi riuniti in Assemblea legislativa regionale nel corso di un convegno a tema promosso in occasione del “Safer Internet Day”, ovvero la Giornata mondiale per la sicurezza in rete.

La proposta verrà sottoposta formalmente ai rappresentanti istituzionali dei Comuni coinvolti, per trasformare la memoria di Carolina in un presidio quotidiano di consapevolezza e responsabilità.

A spiegare il senso della richiesta arrivata dalle scuole di intitolare una strada a Carolina è il suo padre, Paolo Picchio: “Oggi – spiega – è una giornata importante, emozionante, perché è la prima iniziativa che avviene in Italia. E poi questo muro mi ricorda il muro su cui gli amici di Carolina avevano scritto ‘Addio Caro, sei l’angelo più bello’. E quindi è importante vederlo adesso con la targa con il suo nome, è bellissimo”. Il muro a cui si riferisce è un grande telo esposto durante il convegno con la targa di intitolazione di una strada alla figlia e una frase chiara “Le parole fanno più male delle botte”. “Parlare con i ragazzi di cyberbullismo è un’abitudine. Quotidianamente noi incontriamo centinaia di ragazzi. Purtroppo – sottolinea il padre di Carolina – viviamo in una società in cui gli adulti danno dei pessimi esempi, quindi cercando di formare loro che saranno i genitori di domani, forse avremo una società migliore”.

Carolina Picchio è la studentessa di Novara 14enne che la notte del 5 gennaio 2013 si suicidò perché esasperata dalle offese ricevute sui social. Decise di togliersi la vita gettandosi dalla finestra della sua
camera. E prima di compiere questo gesto estremo, ha lasciato un messaggio in cui esprimeva il suo
dolore e il senso di impotenza di fronte a ciò che le stava succedendo.

In sua memoria gli studenti delle scuole bolognesi: le ragazze e i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Castiglione-Camugnano-San Benedetto, delle scuole di Bologna Gandino, De Andrè e Guinizelli  nei mesi scorsi hanno realizzato quattro video contro il bullismo e che nel corso del convegno li hanno proiettati al pubblico come tappa conclusiva di un percorso educativo, “La costruzione di un amore”, che ha coinvolto 23 classi degli Istituti Comprensivi 18, 17 e 8 di Bologna e dell’IC di Castiglione – Camugnano – San Benedetto.

Al convegno hanno partecipato anche  Paolo Picchio e Ivano Zoppi, rispettivamente Presidente e Segretario Generale della Fondazione Carolina, l’ente di riferimento in Italia per la prevenzione dei rischi legati alla rete.

Sul pericolo del bullismo, in primo luogo quello in rete, si sono confrontati Daniele Ara, assessore all’Istruzione del Comune di Bologna, e Francesca Corti, vicesindaca del Comune di Castiglione dei Pepoli.

Durante l’incontro sono stati letti alcuni passi del libro “Le parole fanno più male delle botte” in cui Paolo Picchio ripercorre la vicenda della figlia.

L’iniziativa è stata curata da Dry-Art e si inserisce nell’ambito del progetto Concittadini dell’Assemblea Legislativa regionale.

Il percorso è stato realizzato con il contributo dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, grazie ai fondi stanziati dalla Legge n. 234/2021 per il contrasto al fenomeno del cyberbullismo.