(Sesto Potere) – Roma – 6 febbraio 2026 – “Quali interventi di competenza intenda attuare il Ministero. Soprattutto, se non ritenga opportuno che l’entrata in vigore della nuova disciplina venga posposta alla messa a disposizione degli indispensabili strumenti tecnici applicativi. Strumenti ora mancanti e che possono essere efficaci solo se sottesi a un adeguato confronto con le professioni, le imprese e gli enti locali”: questi gli argomenti, fomalizzati in un’interrogazione già depositata al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice Regionale dell’Emilia-Romagna di Forza Italia , intende sostenere gli interessi del territorio romagnolo, in particolare le realtà costiere, sul tema caldo della Variante al PAI e al PGRA.
Variante la cui approvazione da parte dell’Autorità di bacino distrettuale del Po, ha portato all’entrata in vigore di un nuovo assetto normativo immediatamente impattante per questi territori.
“Di fatto subito operativa”, rileva l’On. Tassinari, “è una revisione delle regole sulla trasformazione urbana nelle aree a rischio idraulico che già sta già avendo effetti profondi sul governo del territorio.” In particolare, nei comuni costieri delle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena. “Le nuove mappe di pericolosità e di rischio sono infatti diventate vincolanti e prevalgono sugli strumenti urbanistici comunali anche in assenza di un loro adeguamento formale.” Il risultato, “una complessa situazione di stallo, con la sospensione o la non accettazione delle pratiche edilizie relative a nuova costruzione e ristrutturazione edilizia.”
A suffragare quanto evidenziato al Ministro dall’On. Tassinari, anche la recente comunicazione ufficiale diffusa dalla Fondazione Rete delle Professioni Tecniche della Provincia di Rimini – che riunisce architetti, ingegneri, geometri e periti – , nella quale si segnalano criticità operative di estrema rilevanza, nonché la linea istruttoria fortemente restrittiva già avviata ad esempio nel Comune di Rimini.
“Un approccio prudenziale figlio dell’assenza, al momento, di indicazioni operative fondamentali, come le quote idrauliche di riferimento o i livelli attesi di allagamento, che nel concreto rischia di alimentare incertezza e immobilismo.” Il paradosso, “è che tale stallo interessa territori la cui riduzione della vulnerabilità non può che passare attraverso l’aumento degli standard e una trasformazione urbana di qualità. Senza dimenticare gli effetti negativi, in termini economici e di indotto, i quali porterebbe con sé un immobilismo prolungato di tutta la cinghia di trasmissione che va dagli enti locali alle imprese, passando attraverso i tecnici. Occorre ragionare e lavorare da sistema per il bene dei nostri territori.”: conclude Rosaria Tassinari.

