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Post alluvione, da Intesa San Paolo 4 milioni di euro per interventi di prevenzione e ricostruzione. Firmato protocollo

(Sesto Potere) – Forlì – 5 febbraio 2026 – A due anni e mezzo dall’alluvione che ha devastato la Romagna nel maggio del 2023, la Fondazione di Forlì e la Regione Emilia-Romagna hanno sottoscritto – preso la sede della Fondazione, nella sala del consiglio del Palazzo del Monte di Pietà – un protocollo, grazie alla donazione di Intesa Sanpaolo, che rilancerà il massimo impegno del territorio sul fronte della prevenzione, in parallelo al completamento dell’opera di ricostruzione.

Un protocollo che mette in scala gli interventi post-alluvione con progetti territoriali di prevenzione idrogeologica grazie a metà dell’erogazione liberale – del valore complessivo di 4 milioni di euro – messa a disposizione da Intesa Sanpaolo, con il primo gruppo bancario italiano che ha deciso di contribuire con un proprio aiuto concreto e immediato, attraverso una erogazione liberale alla Fondazione di Forlì, a cui sarà demandata il compito di identificare nell’ambito di Enti, Associazioni e Organizzazioni attivi su l territorio colpiti dall’emergenza i soggetti che potranno beneficiare dell’aiuto economico.

Presenti alla cerimonia della firma – anticipata da un incontro stampa aperto anche ai sindaci dei Comuni coinvolti dai progetti che hanno beneficiato della donazione di Intesa Sanpaolo e i referenti delle realtà destinatarie di ulteriori contributi del sistema delle Fondazioni – Maurizio Gardini, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì; Gianfranco Brunelli, vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì; Manuela Rontini, sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna; Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna; Fabrizio Curcio, commissario straordinario alla ricostruzione; e Paolo Maria Vittorio Grandi, consigliere di amministrazione di Intesa Sanpaolo.

Presenti – tra gli altri – anche il vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro è S.E. Mons. Livio Corazza; il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, affiancato dagli assessori Vittorio Cicognani e Paola Casara; il sindaco di Meldola  Roberto Cavallucci, qui nel ruolo anche di vicepresidente della Provincia di Forlì-Cesena; e i due consiglieri regionali del Pd  Valentina Ancarani e Daniele Valbonesi. 

Il protocollo

Il protocollo d’intesa siglato oggi dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì con la Regione Emilia Romagna prevede l’affidamento all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna delle attività, che riguarderanno nello specifico: l’ottimizzazione della capacità di laminazione del Fiume Montone a monte di Forlì (600 mila euro); l’ottimizzazione della capacità di laminazione del Torrente Ronco a monte di Forlì (600 mila euro); la definizione dell’assetto di progetto e le attività tecniche di studio e di progettazione per la sistemazione idraulica dei torrenti Bevano, Rubicone e Pisciatello (200 mila euro) e l’ottimizzazione della capacità di laminazione del Fiume Savio a monte di Cesena (600 mila euro).

I commenti

“Il protocollo che sigliamo oggi con la Regione Emilia-Romagna – ha dichiarato il presidente della Fondazione di Forlì Maurizio Gardini – rappresenta un passo concreto nella risposta a un’emergenza che ha profondamente segnato il nostro territorio. Attraverso questo accordo traduciamo la solidarietà in azioni strutturali, investendo in studio, prevenzione e sicurezza idraulica. È un impegno condiviso che unisce istituzioni nazionali, regionali e locali, sistema bancario e delle fondazioni e comunità territoriali con l’obiettivo di ricostruire, prevenire e ridurre il rischio di ulteriori calamità naturali in un territorio idrogeologicamente fragile, guardando con responsabilità al futuro della Romagna”.

“Sin dagli eventi del maggio 2023 abbiamo attivato in modo tempestivo ogni mezzo a nostra disposizione per essere vicini alla cittadinanza e alle imprese della Romagna, territorio cui il Gruppo è particolarmente legato in virtù di una presenza storica e radicata – ha sottolineato Paolo Grandi, Consigliere di Amministrazione di Intesa Sanpaolo -. Accanto alle nostre misure dirette a sostegno di famiglie e attività produttive, abbiamo ritenuto doveroso intervenire anche con una erogazione liberale di 4 milioni di euro poiché, attraverso l’azione della Fondazione CR Forlì, dalla fase dell’emergenza si passasse prima possibile a quella della ripartenza. Gli interventi messi in campo, e quelli previsti nell’ambito del protocollo siglato stamane, sono l’ulteriore riprova dell’attenzione di Intesa Sanpaolo a tutte le componenti dei nostri territori, il cui tessuto economico e sociale forte e coeso rappresenta uno dei maggiori e più preziosi punti di forza del Paese”.

“L’alluvione del maggio 2023 ha lasciato un segno profondo sulla nostra terra, colpendo duramente interi territori della nostra regione – ha ricordato il Presidente della regione Emilia Romagna Michele de Pascale – ma di fronte a quella devastazione, è emersa con forza la capacità di fare rete, di unirsi nella solidarietà. La sinergia tra istituzioni, fondazioni, imprese e società civile si è rivelata determinante nei momenti più difficili. La firma del protocollo di oggi ne è una testimonianza concreta: lavorare insieme non solo per rispondere all’emergenza, ma per investire nella prevenzione, attraverso studi e progetti che rafforzino la sicurezza idraulica dei nostri territori e tutelino il futuro delle nostre comunità”. 

“L’alluvione del 2023 e 2024 ha rappresentato un evento di portata eccezionale, che ha modificato in modo significativo la percezione della sicurezza dei territori e le modalità con cui ne assicuriamo gestione e tutela” ha evidenziato l’ingegner Fabrizio Curcio, Commissario straordinario per la ricostruzione post-alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. “L’esperienza maturata conferma che ogni intervento richiede un approccio multidisciplinare e multilivello, nel quale ciascun attore è chiamato a contribuire in modo coordinato. In questo quadro, il rapporto tra settore pubblico e privato assume un valore crescente. L’incontro odierno e la firma del protocollo d’intesa tra Fondazione e Regione, resi possibili anche grazie all’erogazione liberale di Intesa Sanpaolo, rappresentano un esempio concreto di collaborazione efficace. Quando ogni componente—istituzionale, sociale ed economica—svolge la propria parte in maniera coerente, si rafforza innanzitutto la fiducia delle comunità e si creano le condizioni necessarie per procedere con continuità nell’attuazione delle azioni programmate.”

Lo scenario di fondo

Le eccezionali precipitazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2023 hanno rappresentato un evento senza precedenti nella serie storica recente. Nei primi 17 giorni del mese furono registrati 221,40 mm di pioggia, superiore di oltre il 230% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Nei bacini dell’Idice-Savena, Quaderna-Gaiana, Sillaro, Santerno, Senio, Lamone-Marzeno, Montone-Rabbi, Ronco e Savio, le piene hanno causato numerose esondazioni e rotture arginali, con estesi allagamenti che hanno interessato ampie porzioni della pianura, dal bolognese al cesenate.

Accanto alle criticità idrauliche, l’evento alluvionale generò un fenomeno franoso di dimensioni eccezionali: oltre 56.000 frane censite, spesso localizzate lungo la viabilità, con più di 2.900 aziende agricole che hanno denunciato perdite sui propri terreni.

A fronte di questo scenario, la Regione Emilia-Romagna ha avviato da subito un ampio programma di interventi per il ripristino e la messa in sicurezza del territorio: oltre 1.200 interventi complessivi per un valore di circa 1,5 miliardi di euro, attuati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, dall’Agenzia interregionale per il fiume Po e dai Consorzi di bonifica, di concerto con il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale che ha coordinato la risposta all’alluvione, dichiarando lo stato di emergenza, stanziando fondi immediati, inviando colonne mobili e gestendo i contributi di prima necessità per le famiglie colpite. 

In questo contesto si è inserita anche l’azione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che ha immediatamente attivato un fattivo confronto con gli attori istituzionali, sociali e del terzo settore, anche a nome dell’intero sistema delle Fondazioni e delle maggiori istituzioni bancarie italiane, mettendo immediatamente a disposizione di tutti i Comuni del comprensorio di riferimento, 1,6 milioni di euro per progetti urgenti di ripristino della viabilità e della messa in sicurezza dei tratti di strada danneggiati dalle frane e per interventi di ripristino delle sedi e sostituzione delle attrezzature danneggiate delle realtà del terzo settore.

La Fondazione di Forlì ha inoltre coordinato l’assegnazione di altri, 2,9 milioni di euro per interventi di ripristino su tutto il territorio colpito dall’alluvione messi a disposizione da ACRI, CRT, Cariplo, Compagnia Sanpaolo, Consulta regionale delle Fondazioni del Piemonte e Liguria e Fondazione Cariparo.

I progetti in itinere e da realizzare

Analogamente è stata incaricata da Intesa Sanpaolo di identificare – nell’ambito di Enti, Associazioni e Organizzazioni attivi sul territorio e colpiti dall’emergenza – i soggetti destinatari dell’erogazione liberale di 4 milioni di euro, equamente ripartita tra fondi per i ripristini e per la prevenzione.

Nello specifico i primi 2 milioni di euro messi a disposizione da Intesa Sanpaolo sono stati destinati al sostegno ai nuclei familiari di Faenza colpiti dall’alluvione del settembre 2024, al restauro del teatro Rossini di Lugo, al restauro del Seminario vescovile di Forlì, del patrimonio librario della Diocesi e sostegno Caritas, al rimborso alle famiglie dei centri estivi convenzionati della città di Forlì, alla restituzione di una sede al gruppo Scout del quartiere Romiti di Forlì, ed alla ricostruzione della pista ciclopedonale del Savio a Cesena.

I restanti 2 milioni sono stati invece riservati ad attività tecniche di studio e progettazione degli interventi di mitigazione del rischio di alluvioni nel reticolo idrografico del territorio della Provincia di Forlì-Cesena.

Le Parti, concordemente, individuano, nell’ambito delle attività che il Commissario di Governo sta espletando, le attività tecniche di studio e progettazione relative ai seguenti ambiti strategici di intervento prioritario: Bacino del fiume Montone, Bacino del fiume Ronco, Bacino del fiume Savio, Bacino del torrente Bevano, Bacino del fiume Rubicone, e Bacino del torrente Pisciatello.

In particolare, per il Fiume Montone è previsto l’intervento di ottimizzazione della capacità di laminazione a monte di Forlì, su bacinodei fiumi: Montone, Ronco e Fiumi Uniti, nel tratto collinare a monte di Forlì, per un importo progettazione di 600.000 euro.
Per il Torrente Ronco è previsto un intervento di ottimizzazione della capacità di laminazione a monte di Forlì nel tratto collinare a monte di Forlì per un importo di progettazione che ammonta a 600.000 euro.

Per il Fiume Savio è previsto un intervento di ottimizzazione della capacità di laminazione a monte di Cesena, per il bacino del Savio, nel tratto tra la confluenza del torrente Borello e Cesena, per un importo di progettazione pari a 600.000 euro.

Il protocollo prevede investimenti anche per i torrenti Bevano, Rubicone e Pisciatello con la definizione dell’assetto di progetto e attività
tecniche di studio e di progettazione per la sistemazione idraulica degli stessi corsi d’acqua, con una stima del costo della progettazione di 200.000 euro.