(Sesto Potere) – Parma – 29 gennaio 2026 – – Sono oltre duemila le persone che ogni anno transitano nelle camere di sicurezza dell’Emilia-Romagna, in attesa della convalida delle misure precautelari o della scarcerazione. Una fase delicata, nella quale formazione, competenze e aggiornamento professionale delle operatrici e degli operatori rappresentano elementi centrali nella gestione delle persone trattenute e nella tutela dei loro diritti.
Con questo obiettivo, il Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, in collaborazione con la Giunta regionale, il Comune di Parma e l’Ufficio del Garante nazionale, ha promosso una giornata di formazione rivolta alle donne e agli uomini della Polizia locale, dal titolo “I diritti delle persone in transito nelle camere di sicurezza presso le forze di polizia”, svoltasi oggi a Parma, all’Auditorium “Carlo Mattioli” di Palazzo del Governatore.
All’iniziativa ha partecipato la sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini. Presenti anche la responsabile Area Privazione della libertà da parte delle forze di polizia per l’Ufficio Garante nazionale e delegata dal Garante, Anna Rita Di Vittorio, il Garante regionale, Roberto Cavalieri, il sindaco di Parma, Michele Guerra, e il prefetto, Antonio Garufi.
La giornata si inserisce nel percorso di monitoraggio avviato dal Garante regionale, che negli ultimi mesi ha ispezionato tutte le 142 camere di sicurezza presenti in Emilia-Romagna, distribuite in 75 sedi delle forze di polizia. Un’attività senza precedenti a livello nazionale, che ha consentito di raccogliere dati, analizzare le condizioni delle strutture e individuare le principali priorità su cui rafforzare formazione, procedure e tutele.

“Le camere di sicurezza sono luoghi in cui l’autorità pubblica esercita una responsabilità particolarmente delicata: la custodia temporanea di persone private della libertà- afferma la sottosegretaria Rontini-. È in questi passaggi che si misura la qualità delle istituzioni e il rispetto dei diritti fondamentali. Operare in questi contesti significa gestire momenti di fragilità, nei quali è essenziale garantire legalità, correttezza delle procedure e tutela della dignità delle persone. La formazione e l’aggiornamento degli operatori rappresentano strumenti fondamentali per sostenere il lavoro delle Polizie locali e rafforzare la qualità dell’azione pubblica. Come Regione accompagniamo e valorizziamo iniziative che contribuiscono a rafforzare competenze, responsabilità e cultura istituzionale, con l’obiettivo di garantire rispetto, diritti e dignità a ogni persona coinvolta”.
“Oggi il tema della sicurezza è diventato molto complesso e intrecciato ai cambiamenti che riguardano la nostra società- commenta il sindaco di Parma Guerra-. Per questo c’è bisogno di promuovere tanti momenti formativi come quello di stamattina dedicato alle camere di sicurezza, che consentano a chi opera nella sfera della sicurezza di poter fronteggiare tutte le sfide che, ogni giorno, deve affrontare. Occasioni di formazione come questa sono di estrema importanza anche per gli amministratori e le amministratrici che riescono, attraverso il confronto, a comprendere meglio quali possano essere le azioni e investimenti migliori da realizzare”.
“Questo incontro di approfondimento può sicuramente considerarsi il primo frutto della ‘semina’ che negli ultimi 6 mesi ha animato il territorio regionale nella ricerca delle misure più idonee per innalzare gli standard della custodia delle persone all’interno delle camere di sicurezza delle Forze di polizia- ha sottolineato la responsabile Area Privazione della libertà da parte delle forze di polizia per l’Ufficio Garante nazionale Di Vittorio-. Il Garante nazionale considera il traguardo particolarmente rilevante proprio perché nell’ applicare una lente di ingrandimento su un ambito di privazione della libertà non sempre adeguatamente attenzionato dalle autorità di garanzia territoriali, si è messo in luce il coinvolgimento sempre più pregnante della polizia locale nelle procedure di arresto e fermo e nelle attività di custodia nelle camere di sicurezza, il cui approfondimento assicura un rafforzamento della funzione di garanzia dell’autorità”.
“In Emilia-Romagna sono presenti 21 comandi della Polizia Locale che gestiscono complessivamente 28 camere di sicurezza- spiega il Garante regionale Cavalieri–. La gestione delle persone arrestate e trattenute nelle camere di sicurezza comporta obblighi e rischi che vanno conosciuti sia per rispettare i diritti umani delle persone trattenute che per la loro incolumità e quelle degli operatori di polizia. Questa iniziativa vuole tendere a diffondere una cultura del rispetto dei diritti delle persone, aspetto che deve avanzare in pari passo con le dinamiche della sicurezza e del controllo del territorio”.
La giornata di formazione
Nel corso della giornata sono stati affrontati i principali ambiti emersi dal monitoraggio delle camere di sicurezza, con particolare attenzione alle procedure operative, alla tutela dei diritti e alle condizioni di trattenimento delle persone. Uno dei temi centrali ha riguardato la gestione della documentazione amministrativa, essenziale per garantire tracciabilità, trasparenza e correttezza delle procedure, attraverso strumenti come il registro dei transiti e il foglio dei diritti, che consentono di documentare ingresso, permanenza e uscita delle persone trattenute e di assicurare un’adeguata informazione su diritti e doveri. Sono stati inoltre approfonditi i profili legati alla prevenzione degli atti autolesionistici, alla gestione degli aspetti sanitari e al bilanciamento tra videosorveglianza e tutela della privacy, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e della dignità della persona. Un ulteriore focus ha riguardato le caratteristiche strutturali delle camere di sicurezza, evidenziando l’importanza di spazi adeguatamente progettati e mantenuti per garantire condizioni idonee di custodia e l’erogazione dei servizi essenziali. Infine, sono state affrontate le tecniche di prevenzione e gestione degli eventi critici, con l’obiettivo di rafforzare la capacità operativa degli operatori nelle situazioni più complesse e delicate.
Le camere di sicurezza in Emilia-Romagna
Le camere di sicurezza sono spazi di privazione temporanea della libertà nei quali vengono trattenute persone in stato di arresto o di fermo, in attesa della convalida dell’autorità giudiziaria, per un periodo massimo di 48 ore. L’Emilia-Romagna si colloca tra le regioni italiane con il maggior numero di transiti all’interno di queste strutture, con oltre 2mila persone trattenute ogni anno, e presenta una delle più alte densità di camere di sicurezza a livello nazionale.
Sono 141 le camere di sicurezza attualmente presenti sul territorio regionale, distribuite in 75 sedi delle forze di polizia. Nel dettaglio, 34 si trovano in strutture dell’Arma dei Carabinieri, 16 in sedi della Polizia di Stato (tra Questure e Commissariati), 3 in strutture della Guardia di Finanza e 21 nei Comandi della Polizia locale.

