(Sesto Potere) – Bologna – 26 gennaio 2026 – Giovedì s’è svolta la nuova riunione del Tavolo regionale permanente del settore moda in Emilia-Romagna, a cui siedono i rappresentanti delle imprese, del mondo della formazione e delle parti sociali con l’obiettivo di individuare le possibili strategie per sostenere le imprese in un mercato in continua evoluzione e colpito da ripetute crisi.
“In Emilia-Romagna si registra un calo della produzione nel settore moda del 4% nel 2025, un dato che riguarda sia le piccole realtà artigiane, sia le imprese più strutturate del comparto. E si rileva una flessione ancora più grave delle esportazioni con un -6,9% in regione a fronte di un -3,8% a livello nazionale. La situazione più grave per l’export è per le province di Piacenza (-23,0%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%). Su queste basi è del tutto evidente che si devono studiare strategie di sostegno”: afferma Tullia Bevilacqua, segretario regionale Ugl Emilia-Romagna.
La Federazione Moda Italia di Confcommercio Emilia-Romagna propone l’istituzione del Garante del Piccolo Commercio, figura ritenuta necessaria per tutelare i commercianti tessili di vicinato, le botteghe storiche e gli artigiani del settore Moda.
“Questa proposta è perfettamente condivisibile, visto che il settore moda, in Emilia-Romagna come in tutta Italia, soffre uno scenario internazionale particolarmente sottoposto alle distorsioni di mercato come la concorrenza sleale di centrali di produzione tessile che sfruttano manodopera a basso costo, le delocalizzazioni che colpiscono i distretti storici dei nostri settori industriali, e i modelli distributivi digitali che azzerano il personale e dunque i posti di lavoro”: commenta Tullia Bevilacqua.
“Come sindacato Ugl prendiamo atto positivamente dell’annuncio della Regione che saranno approvati nuovi investimenti per sostenibilità, innovazione, formazione e supporto alle micro-imprese. Ma riteniamo che siano necessari ulteriori e mirate risorse per garantire soluzioni strutturali nel settore della moda. A nostro parere, nuovi investimenti per le micro, piccole e medie imprese – che poi sono quelle che rappresentano una buona fetta del settore moda dell’Emilia-Romagna – possono garantire l’aumento della qualità o lo sviluppo di nuovi prodotti, così da facilitare – attraverso l’innovazione e il mantenimento del capitale umano – maggiori investimenti all’estero per sostenere la concorrenza e poterci fare vanto delle conoscenze e competenze tecniche specializzate che il made in Italy da sempre garantisce nel comparto”: conclude il segretario regionale Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

