giovedì, Gennaio 22, 2026
HomeEmilia-RomagnaCandidatura a Capitale della Cultura, le coop di Legacoop Romagna: Siamo parte...

Candidatura a Capitale della Cultura, le coop di Legacoop Romagna: Siamo parte integrante del risultato raggiunto

(Sesto Potere) – Forlì-Cesena, 22 gennaio 2026 – Il traguardo raggiunto da Forlì e Cesena, inserite ufficialmente dal Ministero della Cultura tra le dieci città finaliste candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, rappresenta “un successo importante” per le coop culturali e dello spettacolo aderenti al sistma Legacoop Romagna, un risultato che: “conferma la bontà del percorso unitario intrapreso”. 

“Accogliamo con soddisfazione la notizia, e rivolgiamo un plauso alle amministrazioni comunali di Forlì e Cesena, oltre che al comitato tecnico-scientifico, per il lavoro svolto e il risultato fin qui maturato. Il sistema cooperativo aderente a Legacoop Romagna, con le sue eccellenze nella produzione teatrale, negli eventi, nella gestione museale, nell’audiovisivo, nel restauro e conservazione del patrimonio, si sente parte integrante di questo successo.  Le cooperative culturali sono protagoniste nella ideazione, gestione e realizzazione di iniziative che caratterizzano Forlì e Cesena in maniera unica. Per citarne alcune: le stagioni del Teatro Diego Fabbri e del Piccolo, eventi di richiamo come il Festival del Buon Vivere, Meet the Docs!, Operaie Fest, senza dimenticare l’azione di innovazione sociale che va dalle Case del Popolo alle realtà che si occupano di valorizzazione e restauro del patrimonio, fino al ruolo dei giornali cooperativi”: si legge in una nota unitaria sottoscritta dalle cooperative associate del settore Cultura di Legacoop Romagna: Accademia Perduta – Romagna Teatri (nella foto Ruggero Sintoni e Claudio Casadio), Aidoru, Atlantide, Cooperdiem, Ebla, Edit 91 (Una Città), Faenza Teatro e Danza, Formula Servizi, Novacoop, Sillaba, Sunset, Tiresia Media, e Unica.

“Il risultato è stato ottenuto grazie ad un prezioso “gioco di squadra” che Legacoop Romagna aveva auspicato e sostenuto fin dall’aprile scorso, esortando le istituzioni a superare i campanili al fine di proporre un progetto davvero unitario in grado di mettere a sistema in maniera vincente tutte le eccellenze ed i contenitori culturali che in questi anni, attraverso un impegno incessante, le due città capoluogo hanno sviluppato (si pensi, tra i tanti, al complesso del San Domenico, alla Biblioteca Malatestiana, al Teatro Bonci, al Teatro Fabbri, ma anche al futuro Auditorium della musica di Forlì).  Così è stato, e già in occasione della presentazione del Dossier di candidatura presso il Teatro Fabbri, era emerso con chiarezza lo spessore culturale e progettuale della proposta. In quella sede si è potuto toccare con mano la capacità delle due città di legare insieme i propri elementi distintivi.”: aggiungono ancora le coop del settore Cultura di Legacoop Romagna.

“La forza di questa candidatura risiede proprio nella sua natura corale. Una visione che non appartiene solo ai due capoluoghi, ma che coinvolge l’intera rete dei 30 comuni della provincia, degli enti del terzo settore e del variegato ecosistema della cooperazione culturale. Le nostre cooperative operano quotidianamente per garantire servizi di qualità e per alimentare quel senso di appartenenza al territorio che è tratto distintivo e identitario della cultura romagnola. Siamo convinti che questo percorso, indipendentemente dall’esito finale della competizione, abbia già generato un impatto positivo e proseguire su questa strada di cooperazione territoriale è la chiave per assicurare una crescita duratura a tutto il sistema culturale del territorio”: affermano le cooperative Accademia Perduta – Romagna Teatri, Aidoru, Atlantide, Cooperdiem, Ebla, Edit 91 (Una Città), Faenza Teatro e Danza, Formula Servizi, Novacoop, Sillaba, Sunset, Tiresia Media, e Unica.

E per concludere Legacoop Romagna annuncia che: “continuerà a garantire il proprio sostegno e la propria professionalità a sostegno di questa candidatura, orgogliosa di rappresentare un mondo che ha contribuito a promuovere un modello di sviluppo culturale inclusivo, coeso e vincente.”