lunedì, Gennaio 19, 2026
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Dimensionamento scolastico, Celletti (Lega): Da sinistra e sindacati solo posizione pregiudiziale

(Sesto Potere) – Cesena, 19 gennaio 2026 – “Non meraviglia la posizione pregiudiziale dei sindacati di categoria, della consigliera provinciale Milena Garavini e dell’assessore cesenate Elena Baredi sulla vicenda del dimensionamento scolastico. La legittima libertà di esprimere la propria opinione su qualunque questione non dovrebbe, tuttavia, impedire una corretta rappresentazione della realtà: l’interpretazione fuorviante di fatti inconfutabili non è altro che un segnale di debolezza politica. Il commissariamento deliberato dal Consiglio dei Ministri per quattro Regioni, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna, non è una ‘misura forzata’, come affermano i sindacati, frutto di una scelta politica, ma la conseguenza del rifiuto di queste amministrazioni regionali di recepire un obbligo vincolante del Pnrr relativo a una riorganizzazione amministrativa finalizzata a non perdere risorse europee. Si tratta dei piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico come previsto dal Pnrr, definiti tra l’altro dal precedente Governo, per adeguare la rete scolastica al numero degli studenti. Il mancato rispetto di questa previsione, che non comporta la chiusura di plessi, né la riduzione di servizi o di personale, può compromettere l’erogazione di queste risorse”.

Così in una nota Antonella Celletti, (nella foto), responsabile Enti locali Lega Romagna, e Virna Lega, responsabile sezione Lega Cesena.

“Non si tratta di ‘retorica della razionalizzazione’, come ha detto Garavini paventando strumentalmente un ‘indebolimento della comunità e dei territori’, né di ‘freddi calcoli sulla pelle degli studenti’, come si legge in dichiarazioni rilasciate dalla stessa Garavini e da Baredi, così da sollecitare infondati timori nelle famiglie incolpando pretestuosamente il Governo, ma di una riforma di cui la Corte costituzionale ha confermato inoppugnabilmente la legittimità, mentre i ricorsi presentati dalle Regioni sono stati respinti da Consiglio di Stato e Tar, che hanno quindi confermato la validità dell’azione del Governo. Le stesse Regioni, inoltre, pur avendo tempi precisi per adempiere a questi obblighi, hanno comunque ottenuto proroghe. Ma non è servito a nulla. La Regione Emilia-Romagna, per parlare di casa nostra, ha imboccato l’abusata strada della contrapposizione ideologica antigovernativa, evitando di rispettare gli adempimenti. Poi, di fronte all’atto dovuto di commissariamento, i vertici piddini hanno sollevato una polemica basata sul nulla. Il provvedimento, infatti, riguarda solo la riorganizzazione amministrativa per garantire una gestione omogenea della rete scolastica e assetti chiari e sostenibili agli istituti scolastici. Questi sono i fatti, il resto è fumo politico/ideologico che le piddine Baredi e Garavini sembrano non esitare a cavalcare dando un’interpretazione personale della realtà, venendo forse meno al contesto istituzionale in cui operano. Dato che potrebbe destare non poche preoccupazioni”.