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Forlì, presentata in anteprima la mostra sul Barocco al San Domenico, contributi della Fondazione per gli eventi collaterali

(Sesto Potere) – Forlì – 16 gennaio 2026 – Anche quest’anno la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, intende favorire – attraverso un apposito bando – l’organizzazione
di iniziative pubbliche volte a valorizzare il patrimonio storico-artistico locale in associazione alla mostra: “Barocco. Il gran teatro delle idee”, che porterà, dal 21 febbraio al 28 giugno 2026, nelle sale del Museo Civico San Domenico e del San Giacomo oltre 200 opere, grazie anche alla speciale collaborazione delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini.

Il percorso espositivo, suddiviso in dieci sezioni, si articolerà all’interno della Chiesa di San Giacomo e delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento con prestiti provenienti da prestigiosi musei italiani e stranieri.

Ideata e realizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì, la mostra si propone come un viaggio attraverso le idee e le immagini che hanno plasmato il Barocco, mettendo in luce il rapporto tra arte, potere, fede, scienza e società in una delle epoche più complesse e affascinanti della storia europea.

Tanzio da Varallo, Davide con la testa di Golia (1623-1625 circa)

I contenuti della mostra sono stati anticipati questa mattina ai responsabili delle associazioni culturali del territorio nella Sala del Consiglio del Palazzo del Monte di Pietà, da Gianfranco Brunelli, Vice-presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e responsabile dell’organizzazione delle grandi mostre del San Domenico; Andrea Severi, Segretario Generale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì; e Gabriele Passerini, Responsabile dell’Area Attività Istituzionale della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (nelle foto).

La Fondazione ha lanciato, come già avvenuto nelle passate edizioni, un apposito bando con contributi destinato alle associazioni ed agli enti senza scopo di lucro che vantano una comprovata esperienza in ambito culturale; le cooperative che operano nei settori dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero; gli enti ecclesiastici riconosciuti; e gli istituti scolastici, per realizzare eventi collegati alla mostra e per valorizzare non solo l’evento espositivo sul “Barocco”, ma anche l’intero patrimonio culturale della comunità.

Il Bando ha una dotazione complessiva massima di € 50.000,00.

Il contributo richiesto alla Fondazione non potrà superare l’80% del costo complessivo previsto per la realizzazione dell’iniziativa (cofinanziamento del 20%). I costi residui, non coperti dall’intervento della Fondazione, dovranno essere sostenuti dal proponente con risorse proprie o tramite contributi di terzi.

Il bando scade alle ore 16,00 del prossimo 23 gennaio 2026.

L’anno scorso sono stati realizzati ben 100 eventi collegati alla mostra al San Domenico, realizzati da 19 associazoni capofila, con il coinvolgimento complessivo di una cinquantina di soggetti culturali.

Nella scheda di presentazione della mostra “Barocco. Il gran teatro delle idee”, il Direttore Generale Grandi Mostre, Gianfranco Brunelli, ha evidenziato “l’importante e approfondita riflessione sulle diverse declinazioni di questo movimento artistico e sui suoi principali interpreti” spiegando che “la mostra forlivese intende offrire una visione d’insieme della cultura barocca: dal dibattito delle idee che la generarono, ai protagonisti che le diedero forma, fino al ruolo determinante delle committenze e alla rappresentazione del potere che ne influenzò lo sviluppo”.

“Se Roma è al centro e all’avvio di questa mirabile stagione, con la sua diffusione e il cambiamento del quadro politico internazionale, soprattutto nella seconda metà del Seicento, i suoi esiti e il suo influsso caratterizzeranno il linguaggio e la cultura delle nuove corti europee. Per comprenderne appieno la genesi è necessario partire da confronti che vanno dalle rappresentazioni in epoca ellenistica alla spazialità inquieta del tardo manierismo, fino al realismo estremo di Caravaggio permeato da un’atmosfera interiore che prelude ai “sensi della mistica”.

“Infine, nel corso del Novecento, una rinnovata attenzione critica e storica segnerà la fine della tradizionale lettura negativa del Barocco, rivalutandolo come momento di straordinaria complessità culturale e formale”: si legge nella scheda di Gianfranco Brunelli.

E il responsabile dell’organizzazione delle grandi mostre del San Domenico in mattinata ha presentato in anteprima una lunga carrellata di opere che andranno in scena al San Domenico e al San Giacomo.

Capolavori in prestito dal Musée Rodin e dal Louvre di Parigi, tra gli altri, capolavori a firma di grandi artisti come Ludovico e  Annibale Carracci, Guercino, Battistello, Cagnacci, Bernini, Borromini, il Baciccio, Caravaggio, Mattia Preti, Tanzio Da Varallo, Rubens, i maestri del Barocco spagnolo da Bartolomé Esteban Murillo ad Alonso Cano al  Velázquez, fino ad arrivare ai grandi del Novecento: da De Chirico a Wildt dai Futuristi (in primisi Boccioni) a Ettore Tito, fino al Contemporaneo come Lucio Fontana e Francis Bacon.