sabato, Gennaio 10, 2026
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Irst di Meldola, Luca Pestelli (FdI): Regione faccia chiarezza sul futuro dell’Istituto e tuteli risultati ottenuti

(Sesto Potere) – Forlì – 10 gennaio 2026 – “La volontà da parte della Regione Emilia-Romagna, dell’Ausl e della direzione dell’Irst di Meldola di trasferire il laboratorio di diagnostica dalla sede di Meldola a Pievesestina conferma le preoccupazioni che abbiamo rappresentato alla Regione, come Fratelli d’Italia e come gruppi di opposizione nel corso dei mesi passati”.

A parlare è Luca Pestelli, consigliere regionale FdI, (nella foto), che poi entra nel merito del problema: “Su questo tema così delicato e centrale la Giunta De Pascale non ha mai fornito risposte chiare: qual è il piano della Regione Emilia-Romagna per il futuro dell’Irst di Meldola? Si vuole realmente tutelare e rispettare la qualifica di Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico? Il timore è che dietro alle asserite esigenze di bilancio si nasconda una malcelata volontà politica di smembramento di quella che è a tutti gli effetti un’eccellenza del nostro territorio: per questo motivo ho depositato un’interrogazione, attraverso cui chiederò alla Giunta Regionale di fare chiarezza una volta per tutte sul futuro dell’Irst ‘Dino Amadori’ di Meldola”.

“I dubbi erano legittimi già in seguito al mancato riconoscimento economico, da parte dell’Ausl Romagna e nei confronti dello stesso Irst, di determinate cure oncologiche erogate ai pazienti – afferma Pestelli –. Oggi si ufficializza il percorso di trasferimento del laboratorio di diagnostica oncologica presso la sede di Pievesestina, mettendo così in discussione, di fatto, non soltanto anni di lavoro e di investimenti sulla formazione del personale, ma anche i frutti dell’impegno e della professionalità dei lavoratori stessi dell’Irst, che hanno portato al raggiungimento della certificazione Iso 15189, standard internazionale per i laboratori medici che garantisce requisiti di qualità e competenza, oltre a risultati accurati e affidabili. Il tutto, in assenza di un reale progetto organico che possa salvaguardare quanto ottenuto”.

Le preoccupazioni riguardano, oltre al settore della diagnostica, anche l’attività di ricerca, che caratterizza da sempre la natura stessa dell’Irst: “Non si può dimenticare che l’attività di diagnostica è connaturata da evidenti sinergie con il settore della ricerca – sottolinea ancora Pestelli -: la Regione sta valutando le ripercussioni di un trasferimento sull’essenza stessa dell’Irst? La prossimità di diagnostica e ricerca è un elemento essenziale per un Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico. Nell’idea del suo fondatore, il Prof. Amadori, ed anche in virtù della certificazione di Irccs, la vocazione dell’istituto come centro di ricerca è sempre stata centrale e va salvaguardata nell’interesse dei pazienti e di tutti coloro che hanno necessità che la ricerca sul tema oncologico progredisca”.

L’Irst è nato per restituire speranza ai cittadini bisognosi di cure: “Dovrebbe essere un esempio da seguire in un sistema sanitario integrato, e su questo il progetto del Prof. Amadori si è dimostrato evidentemente innovativo – chiosa Pestelli –. La perplessità è che altre strutture non riescano a garantire lo stesso coinvolgimento del territorio, circostanza che comporterebbe conseguenze negative per le attività del centro e, in ultima istanza, per i pazienti”.