(Sesto Potere) – Bologna – 10 gennaio 2026 – 14° giorno di proteste diffuse in Iran a causa del carovita e delle restrizioni delle libertà individuali e di espressione ad opera del regime. Secondo l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency ad oggi il numero delle vittime delle proteste è salito a 65.
Ma la cifra è in difetto: si parla di centinaia di persone uccise dagli agenti del Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica dell’Iran e dalle milizie paramilitari al servizio degli ayatollah e della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei.
E le persone arrestate sono migliaia, quasi tremila.
Il regime ha scelto anche di bloccare la rete Internet nell’intero Paese per ostacolare l’attività di organizzazione delle proteste.
“In queste ore assistiamo a una violenta escalation repressiva del regime iraniano che, al momento, ha causato 45 morti e più di duemila arresti. Bologna è vicina alle migliaia di donne e uomini, lavoratori, studenti e famiglie iraniani che da giorni scendono in piazza per chiedere il rispetto dei diritti fondamentali e risposte alle crescenti difficoltà economiche del Paese. Siamo vicini ai cittadini e alle cittadine, studenti e studentesse iraniane che vivono nella nostra città e che seguono con enorme apprensione quanto sta accadendo in Iran”: ha commentato il sindaco di Bologna Matteo Lepore che “a tutte e tutti loro” esprime solidarietà e chiede al Governo, all’Unione Europea e alla Comunità internazionale: “di farsi parte attiva, con tutti gli strumenti a disposizione, affinché vi sia il pieno rispetto dei diritti fondamentali”.

