(Sesto Potere) – Roma – 30 agosto 2025 – L’Istat Secondo ha presentato le stime preliminari dei prezzi al consumo, che nel mese di agosto 2025, al lordo dei tabacchi, registrano una variazione del +0,1% su base mensile e del +1,6% su agosto 2024 (da +1,7% del mese precedente).
Con una piccola decelerazione del tasso d’inflazione che si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +17,1% a +12,9%) e non regolamentati (da -5,2% a -5,9%) e, in misura minore, a quella dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,5% a +0,2%).
In accelerazione, invece, i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +5,1% a +5,6%) e lavorati (da +2,8% a +3,0%), quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +2,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+3,3% a +3,5%).
Nel mese di agosto l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera leggermente (da +2,0% a +2,1%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,2% a +2,3%).
A decodificare i dati Istat è il Codacons che commenta: “Ad agosto l’inflazione si attesta al +1,6% su anno che, in termini di spesa e considerati i consumi totali delle famiglie, equivale ad un maggiore esborso pari a +526 euro annui per la famiglia “tipo”, +716 euro per un nucleo con due figli.”
E l’associazione evidenzia: “Dopo le vacanze estive 2025 all’ insegna dei rincari è in arrivo quella di settembre legata alla scuola”.
Nota il Codacons: “I numeri dell’Istat, tuttavia, confermano in pieno le denunce del Codacons circa il fenomeno del “caro-vacanze”: ad agosto a registrare i rincari più alti sono proprio le voci legate al turismo. I prezzi dei voli nazionali, ad esempio, crescono del +23,5% su anno, le tariffe dei traghetti del +7,8%, i listini dei pacchetti vacanza nazionali del +10,4%, case vacanza, b&b e altre strutture ricettive del +6%, quelle dei servizi ricreativi e sportivi (lidi, piscine, palestre, ecc.) del +6,8%”
“Purtroppo l’Istat conferma i dati del Codacons circa i fortissimi aumenti di prezzi e tariffe che hanno investito come uno tsunami il comparto turistico” – afferma l’Associazione – “Le brutte notizie per le famiglie però non sono finite: alla stangata estiva si aggiunge ora quella di settembre legata alla scuola, con i prezzi del materiale scolastico che aumentano in media del +4,8% su anno per quanto riguarda il materiale di cartoleria, e del +3,8% se si analizzano i listini dei libri scolastici”: conclude il Codacons.