(Sesto Potere) – Forlì – 10 maggio 2025 – Domani, domenica 11 maggio, Palazzo Albicini, in corso Garibaldi, 80, a Forlì, ospiterà alle 17.30 nella sala Stucchi un incontro dedicato alla storia della gastronomia a cura dell’associazione Aurora con il patrocinio dell’Accademia Italiana della Cucina.
Protagonista dell’incontro sarà il primo ricettario italiano attribuito ad una donna, ovvero “La cuciniera piemontese”, dato alle stampe la prima volta nel 1771 a Vercelli e ripubblicato ora per i tipi della casa editrice bolognese In Riga edizioni a cura di Paolo Rambelli, (nella foto), che ne ha curato la premessa, rivelandone nuove fonti e contestualizzandolo all’interno della rinnovata produzione di testi di cucina del Secondo Settecento.

Prima della stampa, nel 1891, del manuale artusiano la pubblicistica culinaria in Italia era tutta un mosaico di cucinieri locali (milanesi, genovesi, piemontesi, maceratesi etc.) e svariate maestà culinarie (dai Re agli Imperatori di cuochi, passando pure per un Re dei Re…) dileggiate da Olindo Ouerrini in una celebre corrispondenza con l’Artusi stesso.
Nel 1771 apparve “La cuciniera piemontese” che, oltre alla suddetta particolarità di essere il primo testo ascritto ad una donna e pur rappresentando per tanta parte un centone di ricettari francesi, riveste per alcuni suoi tratti un ruolo significativo nel percorso non solo di diffusione della nuova cucina borghese ma anche di costruzione del ricco mosaico – per via regionale – della cucina nazionale italiana.
Paolo Rambelli, già docente di Lingua e letteratura italiana presso University College London e negli atenei di Bologna, Modena e Ferrara, attualmente insegna tecniche editoriali presso il Dipartimento di interpretazione e traduzione dell’Università di Bologna, con sede a Forlì, e, oltre ad aver curato il volume, è anche il direttore della collana di storia della gastronomia della casa editrice In Riga edizioni in cui il volume stesso è uscito.
A introdurlo e dialogare con lui sarà Anabela Ferreira, scrittrice e saggista, docente a sua volta di lingua e cultura portoghese presso il DIT dell’Università di Bologna, traduttrice, tra l’altro, del celeberrimo manuale artusiano “La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene”.
L’incontro è ad ingresso libero.