(Sesto Potere) – Bologna – 2 marzo 2026 – In previsione dlele celebrazioni dell’8 marzo la regione ha fornito i numeri più aggiornati dell’occupazione femminile in Emilia-Romagna. E il dato si conferma tra i più solidi a livello nazionale, pur con criticità che richiedono un impegno costante.
Il tasso di occupazione femminile nella fascia 20-64 anni si attesta al 68,7%, oltre 12 punti sopra la media italiana (56,5%). Sono circa 875mila le donne che lavorano in regione.
Il divario con l’occupazione maschile (83,3%) rimane tuttavia stabile attorno ai 15-16 punti percentuali, segnale che la crescita quantitativa deve essere accompagnata da interventi sulla qualità del lavoro: le donne rappresentano il 28,4% delle occupate in part-time, contro il 5,5% degli uomini, e in 65 casi su 100 la scelta del tempo parziale è dettata da ragioni familiari.
Persistono inoltre differenze retributive significative: nel settore privato la retribuzione media annua delle lavoratrici è di circa 9.500 euro inferiore a quella dei colleghi uomini.
“A fronte di questi squilibri, la Regione ha messo in campo nel 2024 oltre 805 milioni di euro di risorse rendicontate nel Bilancio di genere, con interventi che spaziano dal sostegno all’imprenditoria femminile (9 milioni di euro) alla formazione, dai servizi per la prima infanzia, con il 93,6% dei Comuni che offre nidi e servizi integrativi, al Fondo per la non autosufficienza (550 milioni di euro), che alleggerisce il carico di cura che ricade prevalentemente sulle donne”: spiega la Regione in una nota.
I dati di contesto e azioni saranno disponibili nel Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna, per la prima volta digitalizzato, che verrà pubblicato on line in occasione dell’8 marzo.

