(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 7 gennaio 2026 – Anche Giorgio Zanni, presidente della Provincia di Reggio Emilia, è intervenuto oggi alla cerimonia della Festa del Tricolore e del 229° anniversario della nascita della Bandiera italiana, avvenuta il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, con l’adozione del vessillo verde, bianco e rosso da parte della Repubblica Cispadana.
Nel suo discorso Giorgio Zanni che nell’auspicio che “il 7 gennaio divenga ancor di più la Festa di tutte e di tutti gli Italiani: delle cittadine e dei cittadini italiani, di chi italiano lo desidera diventare, delle maggioranze come delle minoranze sociali, politiche o economiche, delle maggioranze che altrove sono minoranze, delle minoranze che altrove sono maggioranze” ha evidenziato che: “oggi facciamo sempre più fatica a costruire unità nella diversità”.
“Uniti nella diversità: non a caso, il motto dell’Unione Europea. Uniti nella diversità: lo spirito con cui i rappresentanti della Repubblica Cispadana cominciarono ad immaginare un’Italia unita e non più debole e divisa, terra di conquista e di lotta tra Regni e Ducati. Uniti nella diversità: lo spirito con cui i nostri padri Costituenti, con idee e sensibilità tra loro differenti, compirono il gesto più alto e fondativo della nostra Repubblica (che compie quest’anno 80 anni): la nascita della nostra Costituzione”: ha detto il presidente della Provincia di Reggio Emilia.

“Fatichiamo a costruire “in variante concordia”, unità nella diversità, appunto. Pare che il Mondo si stia progressivamente arrendendo ai precari equilibri generati dalla polarizzazione delle idee. E in un certo senso, alle tifoserie. E forse, senza accorgercene, stiamo diventando anche noi stessi parte di quelle tifoserie. Erano certamente diversi i valori che permeavano il tempo del Congresso della Repubblica Cispadana, ispirati ai principi di libertà, uguaglianza e fraternità, eco diretta della Rivoluzione Francese e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Ispirati dal lume della scienza e della ragione quale motore di sviluppo, dal coraggio e dal cambiamento, dalla costruzione di equilibri nuovi. Oggi invece, pare che buona parte della nostra società abbia rinunciato alla gestione delle cose difficili: alla costruzione paziente di equilibri stabili e duraturi su cui poggiare le cose importanti e complesse. Persino essere tifosi, oggi, sembra non bastare più: occorre essere ultras, occupare la posizione più estrema, più rumorosa, più radicale, in fondo, anche quella più facile. Lo osserviamo, purtroppo ancora di più, nei delicati equilibri che regolano la Democraziae che regolano la Pace, nel nostro Paese, in Europa e nel resto del Mondo”: ha aggiunto Giorgio Zanni.
Nel suo discorso il presidente della Provincia di Reggio Emilia ha ringraziato oltre che le colleghe e i colleghi anche i sindaci ricordando che: “Nessuno più di un Sindaco può comprendere ed incarnare la quotidiana sfida – ed anche la preziosa fatica – di costruire ogni giorno risposte concrete ed efficaci per i propri concittadini, in un mondo sempre più veloce e polarizzato, in un mondo dove le nostre comunità più piccole, le aree interne e le periferie, sono spesso ricordate solo nel momento dei tagli alle risorse loro assegnate” e aggiungendo: “E allora, sia quello stesso Tricolore un promemoria per tutti noi: sia garanzia dei giusti spazi dell’esercizio Democratico e della buona politica. Sia il giusto spazio e il giusto tempo per riconoscere le proprie responsabilità ma anche per riconoscere e rispettare le ragioni altrui, per ritrovare, insomma, il senso dell’onestà intellettuale”.
Per concludere, Giorgio Zanni, che: “se è altrettanto vero che la complessità della nostra società non può essere adeguatamente rappresentata neppure con soli 3 colori, è di nuovo la nostra Costituzione, nell’anno di un altro 80esimo, quello del primo Voto delle Donne, ad indicarci la soluzione, all’Art.48, tramite il gesto che continua, nel tempo e nella storia, a definirci non più quali sudditi di un Regno ma quali cittadini della Repubblica: il voto. Perché votare in tanti significa rappresentare in maniera più nitida e dettagliata quella complessità di idee e di colori, votare in tanti è l’antidoto migliore alle tifoserie urlate, votare in tanti restituisce più peso, più colore, e più voce a ciò che siamo! Tornare a votare in tanti significa tornare ad arricchire i colori della nostra Democrazia, rendendo in fondo ancor più vivi anche i colori del nostro Tricolore!”.

