Violenze domestiche e “Codice rosso”, bilancio attività questura di Ferrara

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questore di ferrara

(Sesto Potere) – Ferrara – 10 maggio 2021 – Sono aumentate le violenze domestiche. L’ultimo caso? In varie circostanze, negli ultimi tre mesi, un ex coniuge , anche alla presenza dei figli minori, non accettando la nuova relazione, dopo averla insultata e minacciata la colpiva con calci, schiaffi e continui strattoni sino ad afferrarla per il collo e stringerlo con forza, cagionando alla donna lesioni personali consistite in ecchimosi sul collo compatibili con tentativo di strangolamento.

Alla violenza fisica si aggiungeva quella di natura psicologica sottoponendola ad atti di sofferenza e di umiliazione infamando e denigrando la sua figura di madre e di donna anche dinanzi ai figli, accusandola di tradimento e di non essere una buona madre.

Il Questore di Ferrara, Cesare Capocasa, nella foto in alto, dopo gli ultimi eventi lesivi, previa verifica dei fatti indicati, attraverso l’acquisizione dei necessari elementi informativi e delle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, ha disposto la misura dell’ammonimento e, stante la gravità della vicenda, l’indagine avviata dalla Squadra Mobile attraverso la procedura del “codice rosso” si è conclusa con l’emissione da parte del GIP della misura cautelare personale “dell’allontanamento dalla casa familiare “con prescrizione di non avvicinarsi ai luoghi di abituale abitazione privata, al domicilio della famiglia d’origine, al luogo di lavoro, all’autovettura e a tutti i luoghi in cui si svolgono le ordinarie attività di vita della vittima.

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Bilancio attività
La Squadra Mobile della Questura di Ferrara nei primi tre mesi del 2021 ha gestito 41 condotte di violenza domestica che hanno originato altrettante deleghe d’indagine da parte dell’A.G estense e della Procura per i minorenni di Bologna, procedendo a 39 denunce ed eseguendo due misure di allontanamento dalla casa familiare.

I casi trattati risultano così suddivisi: 12 di maltrattamenti in famiglia, 7 di atti persecutori c.d. Stalking, 12 di lesioni avvenute in ambito domestico, 5 di violenza sessuale, 2 di molestie o disturbo alle persone, 1 di bullismo, 1 di sottrazione di minori, ed 1 di abuso dei mezzi di correzione.

Nella maggior parte degli episodi (21), l’attività investigativa si pone quale naturale proseguimento dell’intervento della volante chiamata dalle vittime o dai testimoni per liti in famiglia.

Seguono le denunce presentate presso l’Ufficio della Questura e nei casi più gravi o complessi ricevute direttamente dal personale specializzato nell’ascolto delle vittime di reato appartenenti alle cd. fasce deboli, incardinato presso la Squadra Mobile.

Nel primo trimestre sono 11 le denunce da cui è stata avviata un attività d’indagine relativa a casi rientranti nel novero del codice rosso.

Anche i referti medici provenienti dalle locali strutture sanitarie hanno consentito di avviare 5 attività investigative.

Infine, esposti e segnalazioni provenienti da Enti, Istituzioni e cittadini consentono alla Squadra Mobile di far luce su casi non denunciati direttamente dalle vittime. Sono 3 gli esposti trattati nel primo trimestre provenienti tutti da Istituti scolastici del territorio estense.

Sono state circa una decina le attività d’indagine subdelegate da altre Procure del Territorio nazionale ed eseguite in collaborazione con gli omologhi Uffici investigativi.

Servizi , supporto e protocolli
In Questura è presente una sala ascolto dove il poliziotto affiancato dal magistrato, o dallo psicologo ascolta e acquisisce gli elementi utili per gli sviluppi investigativi. La Polizia di Stato ha al suo interno la figura del poliziotto psicologo che ha fatto un percorso di studi specializzato in psicologia ma che al contempo essendo anche un poliziotto riesce a finalizzare al meglio l’audizione, seguendo linee guide elaborate da esperti e dando al magistrato titolare delle indagini un’indicazione circa la capacità di rendere testimonianza.
La rete costruita dalla Questura di Ferrara in questa materia però non si limita alla sinergia interna, infatti grande rilevanza rivestono i rapporti con le altre Istituzioni che si occupano di violenza domestica. Psicologi e psichiatri forniti dall’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna forniscono la loro preziosissima opera quando necessario mentre l’assistenza e il supporto logistico vengono fornite dal Centro Donne e Giustizia che si occupa anche delle campagne mediatiche di sensibilizzazione sulla violenza di genere.
E’ fondamentale sottolineare l’importanza del protocollo Zeus, (realizzato a Ferrara nel dicembre 2020 e adottato da altre 10 Questure ), che prevede un percorso trattamentale di recupero volontario degli uomini maltrattanti che può rivelarsi particolarmente prezioso per tutelare meglio le donne e interrompere una rischiosa escalation nonchè prevenire tante possibili forme di violenza di genere.

Il commento
Il Questore Capocasa conclude: “Siamo consapevoli che queste battaglie sono difficili e complesse. Il percorso è lungo, ma se lo percorriamo insieme, in sinergia con la stessa intensità, con lo stesso impegno, con lo stesso coinvolgimento emotivo, quell’impegno dell’eliminazione delle violenze contro le donne passerà da ambizioso proposito a una realtà concreta”.