Violenza alle donne e  gender gap: la situazione in Romagna

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(Sesto Potere) – Forlì – 25 novembre 2019 – In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, che si celebra oggi,  25 novembre, la Camera di commercio della Romagna ha fornito i dati che riguardano questo triste e tragico fenomeno ed anche un report dedicato al  gender gap uomo-donna nella società e negli ambienti di lavoro.

Per quanto riguarda l’inquadramento dell’area Romagna, con dettaglio sulle province di Forlì-Cesena e Rimini, gli ultimi dati del Ministero dell’Interno (2018) riportano per il territorio Romagna 78 denunce di violenza sessuale, 10,67 ogni 100 mila abitanti, dato superiore alla media regionale (8,87) e nazionale (7,65). Il dato impiegato è relativo all’intero fenomeno della violenza di genere che, tuttavia, resta oltremodo ampio e variegato, comprendendo anche reati violenti quali omicidi volontari, percosse, stalking, molestie e ricatti sessuali, nonché una componente valoriale, sociale e culturale che difficilmente riesce ad essere delineata nelle statistiche. Inoltre, la lettura del dato e la sua interpretazione devono considerare l’aspetto sociale della denuncia e la presenza di un sistema di tutela del denunciante. Nel fenomeno complesso della violenza di genere (e a maggior ragione nella violenza sessuale), infatti, la denuncia è fortemente influenzata dal contesto socio-culturale e istituzionale in cui la vittima si trova.

In merito alle dimensioni economiche e al gender gap, i dati demografici ISTAT della popolazione residente nel territorio Romagna riportano, al 31/12/2018, 733.644 abitanti di cui il 51,5% sono donne (377.836 unità); l’incidenza risulta sostanzialmente in linea con quella regionale (51,4%) e nazionale (51,3%).

I principali indicatori demografici del territorio Romagna, riferiti al 31/12/2018, rilevano un’età media delle donne residenti superiore a quella degli uomini (46,9 anni contro 44,1), ma anche una minore natalità delle femmine (6,5, mentre quella maschile è 7,7).
Gli indici di vecchiaia (il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni, per 100) sono sensibilmente superiori a quelli degli uomini (207,2 e 152,0). Il rapporto di mascolinità (numero dei maschi ogni 100 femmine) si attesta al 94,2%.

donna al lavoro

Le statistiche sui livelli di istruzione, da 15 anni in poi, aggiornate per il 2018, in Emilia-Romagna (dettaglio minimo regionale per genere), evidenziano una maggiore incidenza della popolazione femminile rispetto a quella maschile in possesso di laurea e titolo post laurea (18,1% le femmine e 15,2% i maschi), ma anche una superiore incidenza di donne non scolarizzate (femmine 18,5%, maschi 12,9%) o con la sola licenza elementare (femmine 26,3%, maschi 32,3%).

Secondo i dati Istat 2018, dall’Indagine sulle Forze di Lavoro, il tasso di occupazione (15-64 anni) del territorio Romagna (68,3%) risulta inferiore al dato medio regionale (69,6%), ma superiore a quello nazionale (58,5%); il tasso di occupazione femminile, pari a 61,3%, è inferiore al dato regionale (62,7%) e ampiamente superiore rispetto a quello nazionale (49,5%). I livelli occupazionali della componente femminile

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rimangono però nettamente inferiori, come accade negli altri territori di riferimento, a quelli maschili (75,4%).

Il tasso di disoccupazione (15 anni e oltre) del territorio Romagna, pari al 6,4%, è superiore a quello regionale (5,9%) e decisamente migliore del dato nazionale (10,6%); il tasso di disoccupazione femminile del territorio Romagna, pari all’8,0%, risulta superiore al corrispondente dato regionale (7,3%) e nettamente inferiore a quello nazionale (11,8%). I livelli della disoccupazione femminile sono però maggiori, come accade negli altri territori di riferimento, a quelli maschili (5,1%).

La ridotta partecipazione al mercato del lavoro e, al tempo stesso, i maggiori carichi domestici e familiari, si riflettono sul livello delle retribuzioni tra uomo e donna. In base ai dati INPS sulle retribuzioni nel settore privato, infatti, il differenziale di genere nel territorio Romagna per il totale delle qualifiche si attesta a circa -7.200 euro annui (pari a 25 euro per giornata lavorativa). Nel settore privato una donna percepisce, mediamente, una retribuzione lorda inferiore del 30% rispetto a quella di un uomo; le differenze maggiori di retribuzione (in termini relativi) si ritrovano nelle qualifiche dei quadri degli impiegati.

Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, nel sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 15.125 imprese femminili attive, che costituiscono il 21,2% del totale delle imprese attive (21,1% in regione e 22,6% a livello nazionale); nel confronto con il 31/12/2017, si riscontra una sostanziale stabilità (-0,2%), come si rileva anche in Emilia-Romagna (-0,1%) e Italia (+0,2%). Il 45,5% delle imprese femminili attive al

giovane al lavoro

31/12/2018 nel territorio Romagna, si sono iscritte al Registro Imprese negli ultimi otto anni.

I principali settori economici dove operano le imprese femminili risultano, al 31/12/2018, nell’ordine: Commercio (4.358 imprese femminili, 28,8% sul totale delle relative imprese), Alberghi e ristoranti (14,9%), Agricoltura (12,6%), Altre attività di servizi (prevalentemente Servizi alla persona (12,1%), Industria Manifatturiera (7,3%) e Attività immobiliari (6,8%). Il settore con la maggior intensità di imprese femminili (imprese femminili sul totale delle imprese attive) è quello delle Altre attività di servizi, dove una impresa su due (il 55,5%) è femminile; segue il comparto turistico (30,2%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (26,2%), Commercio (25,6%) e Agricoltura (21,1%).
Al 31/12/2018, le donne che detengono cariche sociali (titolari, soci o amministratori) nelle imprese del territorio Romagna sono 33.375, pari al 28,8% del totale, valore di poco superiore alla media regionale (28,0%) e nazionale (27,9%).

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