Vino, vendemmia: in vigna buone premesse, raccolta posticipata al Centro-Nord

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(Sesto Potere) – Bologna – 2 agosto 2021 – A ridosso dell’inizio della vendemmia, la situazione del vigneto italiano appare buona. Per quanto riguarda la fenologia riproduttiva, la fase di fioritura è iniziata nella norma rispetto alla media 2001-2020 al Sud, mentre si evidenziano ritardi di 4-6 giorni al centro e di 6-9 giorni al Nord. Tali ritardi sono frutto delle anomalie termiche negative registrate nei mesi di aprile e maggio. Si ritiene che tali scostamenti rispetto alla norma si manterranno fino alla data di vendemmia.

Questa è la sintesi, al netto dell’incertezza climatica di questo periodo, del report regionale sull’andamento climatico-vegetativo stilato congiuntamente da Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini (UIV).  A Settembre le previsioni quantitative della prossima vendemmia.

I punti cruciali dell’annata in corso si ritrovano innanzitutto nelle gelate della settimana subito dopo Pasqua del 7, 8 e 15 aprile, con minime scese anche oltre -4 °C. I danni sono inizialmente apparsi molto importanti, poi alcuni vigneti, dove lo stato vegetativo era ancora all’inizio, hanno ripreso in modo abbastanza regolare, ma a livello produttivo ci sono differenze da zona a zona e anche da vigneto a vigneto.

In molte aree colpite, infatti, i danni sono stati importanti e non hanno permesso una nuova germogliazione, mentre in altre le
perdite sono state parzialmente riassorbite. Notizie di danni sono giunte da regioni del Nord Italia, Toscana, Sardegna, Umbria e regioni del versante Adriatico fino al foggiano.

Qualche ulteriore problema è legato all’altalenante andamento climatico di giugno e luglio, quando si sono verificati importanti fenomeni temporaleschi, accompagnati da grandinate eccezionali, in particolare nel Nord Est.

Allo stesso tempo si rilevano scarse risorse idriche e picchi eccezionali di temperature nel Centro Italia, soprattutto nell’area toscana, e nel Sud Italia, soprattutto nel Salento. Eterogenee anche le indicazioni relative ad un eventuale anticipo o ritardo sulla maturazione delle uve rispetto a un calendario considerato “normale”.

Insomma, un mix di problematiche che hanno ridotto le aspettative produttive sebbene Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini ritengono sia ancora prematuro dare indicazioni quantitative che, come consuetudine, saranno oggetto del consueto report che sarà presentato dalle tre associazioni agli inizi di settembre.

Volendo dare alcune indicazioni regionali segnaliamo la situazione dell’ Emilia Romagna, dove dopo un inverno con modeste precipitazioni e temperature abbastanza elevate per il periodo, la ripresa vegetativa per tutte le varietà è stata veloce dal 27 marzo, quando le massime sono salite sopra i 20 °C, fino ad arrivare al 31 marzo a 26°C.
I danni delle gelate di aprile subito sono apparsi molto importanti soprattutto nei fondivalle: nelle prime settimane di aprile si sono registrate temperature rigide soprattutto di notte che, oltre ad avere provocato danni da freddo ad alcuni vitigni (Lambrusco Grasparossa nella zona pedecollinare modenese) hanno ritardato la vegetazione di circa 10 gg.
Di fatto nel complesso il danno quantitativo si è attenuato grazie alla ripresa delle piante, con la crescita di numerosi germogli solo
parzialmente necrotizzati dopo la gelata e anche per l’emissione di grappoli dai germogli secondari.
Dal punto di vista fitosanitario le uve sono mediamente ottime.
Nelle colline non irrigate si iniziano ad intravedere danni fogliari da stress idrico.
Saranno fondamentali piogge in fase di inizio invaiatura, fase in cui la pianta ha forte necessità idrica. Ma attualmente è la siccità la vera incognita.