Villa Rotta, benedetta la fonte battesimale chiesa S. Maria in Castellaccio

0
624
Fonte Battesimale Chiesa di S. Maria in Castellaccio ph: Fabio Blaco

(Sesto Potere) – Forlì –  20 novembre 2020 – E’ stata officiata la benedizione del Fonte Battesimale all’interno del Battistero della Chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio , a Villa Rotta, nella zona di Borgo Sisa, sul confine tra Forlì e Ravenna, la chiesa acquistata dall’associazione “Amici della Tradizione Cattolica”, che si riconosce nelle posizioni della Fraternità San Pio X.

Vi ha provveduto Don Gabriele D’Avino,  Priore del Priorato Madonna di Loreto di Rimini – sede romagnola della Fraternità Sacerdotale San Pio X,  che ha poi celebrato la S.Messa (in rito tridentino, ovvero: in latino, accompagnata da canti gregoriani) – per S. Elisabetta d’Ungheria e che, sull’esempio della Santa deceduta appena ventiquattrenne, ha ricordato quanto sia breve la vita e quanto poco tempo si abbia a disposizione per poter salvare la propria anima.

Celebrazione Messa in S. Maria in Castellaccio ph Fabio Blaco

“Dopo cinquant’anni, nella diocesi di Forlì-Bertinoro sarà di nuovo possibile battezzare i bambini ed i catecumeni nella forma del Rito Romano Antico di Santa Romana Chiesa: rito suggestivo e molto più profondo ed esteso di quello postconciliare – oggi abitudinariamente in uso – e che si esegue ovviamente in lingua latina.”: si legge in una nota di Francesco Minutillo, amministratore del complesso.

Il Fonte Battesimale, opera dello scultore Gianluca Guccini di Alfero ha forma a vasca rotonda, reca nel capo frontale, visibile dall’ingresso, una conchiglia – simbolo cattolico del battesimo – e riporta, sulla sommità del bordo, tre parole latine disposte a forma di Croce: Sicut Cervus Desiderat richiamando il  salmo 42 «Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio», che viene recitato durante la Veglia Pasquale del Sabato Santo.

Il materiale di composizione del fonte in pietra è stato estratto dalle cave arenarie della zona di Balze, ed è stato scelto proprio per creare uno stretto legame tra la chiesa mariana ed il masso pietroso delle Balze (oggi frazione del comune di Verghereto in provincia di Forlì) sul quale, alla fine del 1400, tradizione orale vuole che la Madre di Dio, con il Bambino in braccio, apparve a due fanciulle pastorelle, una muta, l’altra cieca, ‘liberandole’ con il miracolo della guarigione.