Vibo Valentia Capitale italiana del libro 2021. Delusione a Cesena. FdI: “Sconfitta di Lattuca”

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(Sesto Potere) – Cesena – 10 maggio 2021 – “È Vibo Valentia la Capitale italiana del libro per il 2021. È stata proclamata all’unanimità”. Lo ha comunicato in diretta zoom il ministro della cultura, Dario Franceschini al termine della selezione svolta da una giuria di esperti presieduta da Romano Montroni.

Buonguerrieri

“Una bellissima competizione: 23 città, 6 finaliste (oltre a Vibo erano in lizza anche Ariano Irpino, Caltanissetta, Campobasso, Pontremoli e Cesena), ed una vincitrice”: ha detto il ministro.

Vibo Valentia è stata premiata – sempre secondo la giuria – per essersi “distinta per la qualità delle iniziative presentate, esposte con una chiarezza in cui si fondono rigore ed entusiasmo”.

Forte delusione a Cesena.

“Ben vengano le candidature ed i riconoscimenti ma non dimentichiamo che Cesena non ha bisogno di vessilli da esibire, la città della biblioteca Malatestiana è una capitale del libro permanente. Occorrono piuttosto azioni concrete per favorire la cultura”: commenta Alice Buonguerrieri, vicecommissario provinciale e commissario comunale di Fratelli d’Italia.

Lattuca

“Se però vogliamo entrare nel merito della candidatura – dice Buonguerrieri – non possiamo non evidenziare come più di un errore sia stato commesso. Uno su tutti, “il mancato coinvolgimento degli editori locali”: come sottolineato da Francesco Giubilei, che vanta tra l’altro tra i propri autori due dei cinque giurati iniziali indicati dal ministero e che non è stato neppure interpellato. Dal punto di vista puramente politico, è una sconfitta per il sindaco Enzo Lattuca e per l’assessore Carlo Verona che si è dimostrato inadeguato e che dovrebbe avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità”.

“Il riconoscimento è sfuggito, e adesso bisogna fare in modo che Cesena continui a essere ciò che è, una capitale del libro permanente. Lattuca, a giustificazione della sconfitta, ha detto che: “tutto ciò che era in programma si potrà fare senza l’ansia di metterlo in campo subito”. Ci chiediamo perché allora si sia promossa la candidatura se non necessaria. Rispondiamo noi: per dare l’idea di aver fatto qualcosa. Ma Cesena non ha bisogno di questo, ha bisogno di azioni concrete, non di facciata, per favorire la cultura”: conclude Alice Buonguerrieri.