Vertenza somministrati Amazon, rinvio al 2 ottobre su richiesta Consulta

(Sesto Potere) – Piacenza – 13 agosto 2019 – Le udienze di oggi,  dinanzi al giudice del lavoro di Piacenza, promosse dall’avvocato Annarita  Bove per i lavoratori che si erano rivolti ad Ugl Terziario, non si è conclusa con un secco rigetto come richiesto dai legali di Amazon, e come finora accaduto, ma con un rinvio al 2 ottobre prossimo per valutare l’accoglimento della richiesta, promossa dal legale di Ugl terziario, d’investire la Corte costituzionale in merito ai termini di scadenza entro cui i lavoratori potevano far valere i propri diritti.

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L’avvocato Bove sostiene che siano incostituzionali le norme che imponevano ai lavoratori il termine perentorio
di 60 giorni (dal Decreto Dignità sono 120) dalla fine del contratto a termine o di somministrazione per
attivare le proprie tutele (assunzione a tempo indeterminato), ciò perché i lavoratori hanno saputo che i loro
contratti di somministrazione erano irregolari solo dal momento in cui hanno ricevuto una formale
comunicazione dall’Ispettorato Nazionale e quest’ultima l’invitava ad attivarsi.

Ad avviso del legale in questa circostanza, non contemplata dalla legge, non può essere ragionevole il termine dei 60 giorni dalla cessazione del contratto. I 60 giorni dovrebbero decorrere dalla data di effettiva conoscenza, da parte dei
lavoratori, dell’irregolarità dei contratti. Viceversa la tutela di legge prevista sarebbe inesistente.

Presenti all’udienza la massima parte dei lavoratori che avevano impugnato attraverso Ugl terziario. Hanno seguito

Amazon lavoratori

con trepidazione gli accadimenti della mattinata insieme al Segretario Regionale Pino De Rosa.

Bove dichiara: “La questione ha ormai una rilevanza nazionale ed Ugl terziario l’ha trattata con tutta l’attenzione che necessita. Era dovere nell’interesse dei lavoratori evidenziare le lacune delle norme vigenti che di fatto impediscono al lavoratore di far valere il proprio diritto all’assunzione. Confido nell’accoglimento della mia istanza per le argomentazioni giuridiche svolte e per la questione in se che merita la massima attenzione anche dal punto di vista etico”.

De Rosa dichiara: “Oggi ho seriamente temuto che le giuste rivendicazioni dei lavoratori potessero infrangersi sui tecnicismi che opportunisticamente Amazon tenta di utilizzare, per ribadire il suo potere sull’interesse comune degli stati sovrani. Le buone ragioni dei lavoratori precari che stiamo supportando non sono in discussione. Ci si appella sui tempi del ricorso che non potevano essere più celeri di quelli che sono stati. Si rammenti che Amazon è stata costretta dall’Ispettorato a fornire dettagliatamente i dati dei somministrati alle Organizzazioni Sindacali altrimenti neanche quello aveva fatto correttamente. L’avv. Annarita Bove crediamo abbia trovato il modo di vanificare il tentativo di eludere gli obblighi di legge per riuscire, almeno in questo caso, a far sì che la giustizia sociale trionfi”.

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