Vaccini, assessore Donini: “Emilia-Romagna verificherà l’approvvigionamento diretto”

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Raffaele Donini

(Sesto Potere) – Bologna – 10 febbraio- “In Emilia-Romagna abbiamo già vaccinato, dati di ieri sera, 263.356 persone (di queste in 119.788 hanno avuto anche la seconda dose). Circa il 10 per cento dei vaccinati in Italia sono emiliano-romagnoli. L’obiettivo è vaccinare tutti entro fine maggio o inizio giugno, 3,8 milioni di persone (per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge occorre vaccinare 3 milioni di persone)”.

Vaccini Covid

Questi i dati aggiornati sulla campagna vaccinale regionale forniti dall’assessore regionale Raffaele Donini, ieri pomeriggio, intervenuto in commissione Politiche per la salute e politiche sociali (presieduta da Ottavia Soncini).

L’assessore alla Sanità regionale ha poi parlato dei ritardi rispetto agli arrivi delle dosi vaccinali: “La decurtazione dei vaccini è stata una doccia fredda, abbiamo quindi rivisto l’organizzazione della macchina, rendendola flessibile cioè in grado di essere calibrata al numero di dosi in arrivo”.

Donini ha poi parlato delle vaccinazioni programmate nei prossimi mesi: “A febbraio dovremmo avere 341.050 dosi, a marzo a 643.972, somministrazioni che dovrebbero progressivamente aumentare tra aprile e giugno, con una disponibilità prevista di circa 800.000 dosi al mese”. Nei prossimi due mesi, ha aggiunto, “dovremmo vaccinare over 85 e poi over 80 (verrà inviata loro dal presidente Bonaccini una lettera sulle indicazioni per prenotarsi), successivamente tratteremo le categorie più vulnerabili e poi le persone nelle fasce d’età 75-79 e 70-74, in questa fase verranno poi coinvolti (con il vaccino Astrazeneca, inadatto per le persone anziane) il personale delle scuole, le forze dell’ordine e le categorie dei servizi essenziali”.

L’assessore Donini, rispondendo ai consiglieri, ha quindi spiegato che la Regione Emilia-Romagna sta verificando anche la strada dell’approvvigionamento diretto, ricordando però che in Italia è vietato importare vaccini senza l’autorizzazione di Aifa.

 Si tratterebbe di una verifica di acquisto dei vaccini in proprio, sul mercato del farmaco, in concertazione con altre Regioni italiane, eventualmente interessate , a partire dal Veneto.

Su chi rifiuta di vaccinarsi ha invece riferito che si prevedono azioni di persuasione e di sensibilizzazione sull’utilità della vaccinazione, parlando anche di possibili provvedimenti legislativi (in particolare per i sanitari). Infine, sul tema delle varianti del virus, nel rilevare che si registrano effetti peggiorativi rispetto al virus che conosciamo, ha informato che chi ha contratto queste forme di coronavirus è comunque sensibile ai vaccini. Sulla diffusione del virus ha spiegato che gli indici stanno peggiorando, rilevando però anche che non sono attesi cambi di colore in regione.