(Sesto Potere) – Bologna – 14 gennaio 2022 – Sul fronte vaccinale, da fine dicembre 2020 ad oggi – aggiornamento alle ore 15 – sono state somministrate complessivamente  8.952.504 dosi, di cui 25.967 oggi.
Sul totale sono 3.645.229 le persone over 12 che hanno completato il ciclo vaccinale.
Le terze dosi già somministrate sono state 1.772.993.

L’elevata copertura vaccinale in Emilia-Romagna e nel Paese ha cambiato lo scenario rispetto a un anno fa: di fronte a molti più contagi sono molti meno i ricoveri e i decessi e attività e servizi sono aperti.

In agenda l’Open Day regionale per i 5-19enni domenica prossima 16 gennaio in tutta l’Emilia-Romagna, che vedrà le aziende sanitarie e i territori impegnati in un ulteriore sforzo organizzativo. 

Regione, sindaci dei Comuni capoluogo e presidenti di Provincia dell’Emilia-Romagna – riuniti in una  video riunione con il presidente della giunta Stefano Bonaccini e il sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi – si sono detti d’accordo a spingere sulle vaccinazioni e la semplificazione burocratica per tenere insieme lotta al virus e salvaguardia di sanità, scuola, lavoro ed economia in generale.

Al centro dell’incontro, una prima valutazione sull’impatto della quarta ondata della pandemia, anche alla luce dei recenti provvedimenti del Governo, della ripresa dell’attività scolastica e delle misure organizzative varate dal Servizio sanitario regionale. Unanime la preoccupazione sulla pressione in atto sul sistema organizzativo e di risposta, con un ringraziamento a quanto ha fatto e sta facendo il personale sanitario e la condivisione della scelta operata in Emilia-Romagna di mobilitare l’intera rete dei servizi, anche privati, e di rafforzare l’auto-tracciamento per corrispondere alle necessità di apertura e chiusura delle quarantene.

Così come condivisa è la strategia di allargare al massimo la capacità di vaccinazione rispetto ad una gestione ancora troppo complessa rispetto al numero di casi e a una ancora troppo limitata differenziazione tra positivi e negativi.

Questioni, queste ultime, di competenza nazionale ma su cui la Regione ha inteso ascoltare i territori prima di assumere un’iniziativa specifica in sede di Conferenza delle Regioni e nel confronto col Governo.