UniBo e Campus di Forlì, laurea ad honorem a Jhumpa Lahiri

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(Sesto Potere) – Bologna – 12 ottobre 2021 – Martedì 19 ottobre, alle 16.30, al Teatro Duse di Bologna, si svolgerà la cerimonia di conferimento della Laurea ad Honorem in Specialized Translation a Jhumpa Lahiri, una delle maggiori voci della letteratura contemporanea, proposta dal Dipartimento di Interpretazione e Traduzione – Campus di Forlì Unibo.

Francesco Ubertini

La cerimonia si aprirà con i saluti del Rettore Francesco Ubertini che passerà poi la parola alla prof.ssa Raffaella Baccolini, proponente la laurea e alla prof.ssa Francesca Gatta, Direttrice del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Alma Mater.

Scrittrice, traduttrice e docente di Creative Writing presso la Princeton University, Jhumpa Lahiri è anche autrice di profonde riflessioni sul processo traduttivo, sul rapporto tra identità, lingua e traduzione, e sul senso di straniamento e (non) appartenenza che il vivere tra più culture e lingue procura.

Voce limpida che interpreta il vivere al crocevia tra culture e lingue, la sua predilezione per l’italiano, eletto anche come mezzo di espressione artistica, testimonia il profondo legame con il nostro paese e la nostra cultura.

La scelta del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Alma Mater di conferire la sua prima Laurea Honoris Causa a questa scrittrice e traduttrice americana ha dunque motivazioni profonde: Lahiri si muove tra lingue e culture diverse, facendo della traduzione una pratica che sovverte i rapporti gerarchici tra lingue e culture per lasciare spazio a un modo di dire, vedere e sentire altro, spiazzante, ma anche fecondo, stimolante e creativo, presente e resistente negli interstizi tra realtà e immaginari culturali.

Dopo la consegna della pergamena a Lahiri seguirà la consegna dei diplomi ai Professori Emeriti dell’Alma Mater: Oreste Andrisano, Gilberto Antonelli, Ivano Dionigi, Carla Faralli, Franco Farinelli, Claudio Galletti, Silvano Martello, Guido Masetti, Angelo Panebianco, Aldo Roda, Massimo Rudan, Giulio Cesare Sarti e Claudio Zannoni.