(Sesto Potere) – Forlì – 20 settembre 2022 Se l’ospite d’onore di una serata al Panathlon Club Forlì è Paolo Vittori, il successo è garantito. Il grande Paolone, tre volte partecipante alle Olimpiadi, vero e proprio gigante del basket italiano degli anni Sessanta e Settanta, pilastro del Simmenthal Milano e poi della mitica Ignis Varese, ha intrattenuto un folto pubblico con i suoi aneddoti e una ironia che certo non gli fa difetto.

È stato facile, per lui, raccontare una vita fatta di successi (6 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, altrettante Coppe Intercontinentali e tanto altro ancora) ma anche di qualche delusione, ripercorrendo le pagine del libro che ha scritto di recente: “No gavevo premura”, vale a dire “non avevo fretta”, traduzione  letterale dal dialetto isontino (Vittori è nato e cresciuto a Gorizia). In realtà, il titolo è autoironico, visto che è la risposta data dallo  stesso Vittori a un suo allenatore che gli chiedeva come mai non corresse!

Il volume, dato alle stampe nell’aprile del 2022, passa in rassegna l’intera vita del giocatore, che ha ricordato episodi, situazioni, aneddoti di fatto sconosciuti ai soci presenti.

Assieme a Vittori c’erano anche Franco Bertini, indimenticabile playmaker (coetaneo di Vittori, entrambi sono membri della “Hall of fame” del basket italiano), vincitore di uno scudetto con Milano che ha al suo attivo anche una partecipazione olimpica, ma che è noto soprattutto per aver fatto le fortune di Pesaro, e  Guido Borghi, presidente della Ignis Varese pluridecorata in Italia e nel mondo.

I due hanno contribuito ad animare la serata con brillanti interventi, molto apprezzati dal pubblico, che non hanno riguardato solo Vittori. Ma a proposito di quest’ultimo, Borghi ha tenuto a precisare che Paolo non è stato grande soltanto sul rettangolo di gioco; infatti, ha ricordato che da quarant’anni organizza, di fatto senza fondi (e come faccia lo sa soltanto lui), il Trofeo Garbosi, il più longevo torneo di basket giovanile d’Italia .

La serata è scivolata via veloce, e alla fine qualcosa in sospeso è rimasto. Perciò, dal momento che Vittori, gratificato dal successo ottenuto con “No gavevo premura”, ha in cantiere un altro libro, gli è stata strappata la promessa di ritornare presto a Forlì.