Turismo post lockdown, estate 2020 senza stranieri, calo domanda del -30,4%, male il Nord Est

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(Sesto Potere) – Roma – 10 settembre 2020 – E’ stata un’estate pesante per il turismo in Italia in tutti i settori, con una lieve crescita della domanda interna che non ha compensato la mancanza degli stranieri: lo rivelano i dati sul turismo per l’estate 2020 che emergono dall’indagine effettuata da CST-Centro Studi Turistici di Firenze per  Assoturismo  e Confesercenti.

Le rilevazioni si basano su campione di 1.975 questionari compilati da strutture ricettive in tutta Italia.

Dai dati del trimestre giugno-agosto emerge che le presenze nelle strutture ricettive ufficiali sono state 148,5 mln, con un crollo della domanda stimato intorno al -30,4%: -32,6% per il settore alberghiero e -27,5% per l’extra-alberghiero. Come era stato previsto, a mancare è stata la domanda estera, crollata del -65,9% mentre quella italiana ha registrato un lieve aumento, +1,1%: gli italiani hanno preferito le strutture extralberghiere (+5,5%) a differenza degli hotel che hanno registrato una flessione del -1,9%. In generale il calo del fatturato per le aziende del settore è stimato ad un -37,5% rispetto al 2019.

Il calo maggiore di presenze è stato avvertito nel Nord (Nord Est -34,4%, Nord ovest 34,2%) seguito da Centro (-31,3%) e Sud isole (-20,4%), dove sono cresciute le presente degli italiani (Centro +2,3%, Sud isole +1,5%). I pochi stranieri presenti sono arrivati da Germania, Francia, Olanda, Svizzera, Austria e Regno Unito e hanno preferito soprattutto il Nord e il Centro.

Per quanto riguarda la tipologia di vacanza, tutti i settori registrano cali consistenti: Montagna (-19%) e Balneare (-23,7%) hanno retto meglio grazie alla domanda italiana cresciuta, rispettivamente del +3,9% e del +2,7%. A seguire le Aree rurali (-39,8%), Terme (-38,9%), Laghi (-48,6%) e Città d’Arte (49,6%). Queste ultime hanno praticamente dimezzato le presenza rispetto al 2019. A penalizzarle non solo l’assenza degli stranieri (-70,5%) ma anche il calo degli italiani (-11,9%). In generale è previsto un calo di fatturato per le imprese delle città d’arte del -55,5%, con numeri peggiori nelle maggiori.

Il calo della domanda caratterizza anche le aspettative degli operatori per i mesi di settembre/ottobre: in base alle informazioni fornite dal campione le aziende prevedono un ulteriore calo della domanda del -36,2%, con un -39,4% per le strutture alberghiere e -45,1% per l’extralberghiero. Le perdite maggiori dovrebbero interessare il settore termale -45,6% e le città d’arte -45,1%, seguite da collina -40,6%, laghi -34,8%, mare -28,7% e montagna -23,3%.

(Consulta tutti i dati dell’indagine sul trimestre giugno-agosto 2020 nel sito di Assoturismo Confesercenti)

I commenti. Il recupero fisiologico della domanda italiana nelle settimane centrali di agosto non è stato sufficiente ad agganciare il rimbalzo”, spiega Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. “Ora le imprese sperano in un prolungamento della stagione estiva a settembre e in una graduale ripresa degli stranieri, anche se le notizie di una risalita dei contagi hanno frenato le prenotazioni e in qualche caso provocato delle disdette. L’emergenza è quindi tutto fuorché archiviata”.

Sapevamo che sarebbe stata un’estate difficile per il turismo in Italia a causa delle conseguenze del Covid 19 e i risultati purtroppo lo hanno confermato – ha commentato Gianfranco Lorenzo, direttore del settore ricerca di CST Firenze – E’ cresciuta la domanda interno che però non ha compensato l’assenza degli stranieri. Questo ha penalizzato soprattutto le Città d’arte mentre mare e montagna sono i prodotti che hanno registrato cali minori sebbene consistenti”.

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