(Sesto Potere) – Ravenna – 21 ottobre 2022 – I dati di fonte regionale mostrano che per il turismo provinciale nel ravennate il recupero sta avanzando e sono ritornati i turisti dall’estero. Dal quadro che restituiscono i dati provinciali provvisori diffusi dalla Regione e relativi ai primi sette mesi dell’anno, emerge che in totale sono arrivati in provincia di Ravenna 922.825 turisti, il 45,7% in più rispetto al 2021 (+35,6% per gli italiani e balzo a +128% per gli stranieri).

La primavera e l’estate del 2022 hanno visto il ritorno dei turisti esteri, dopo la caduta a causa della pandemia.
Il 2,4% in meno però se come anno di confronto si prende il 2019 (-2,1% per i nazionali e -4,1% per i turisti stranieri), con la flessione che però si sta riducendo sempre di più. Stiamo quindi tornando allo scenario vissuto prima che la pandemia cambiasse tutto.

Anche il dato relativo ai pernottamenti complessivi sta accorciando la flessione, con un –3,6% rispetto all’analogo periodo del 2019; negativo, ma sempre in riduzione, sia quello dei nostri connazionali (-4,1%) sia il dato sui pernottamenti degli esteri con un -1,4%.

Evidente l’aumento rispetto al 2021, ancora penalizzato dal Covid: il confronto dei pernottamenti con il gennaio-luglio del 2021, mette in evidenza un +34,8% per il totale, con +23,8 per quelli degli italiani ed un ottimo +105,7% per quelli dei turisti dall’estero.

Per gli arrivi, nel mese di luglio, superando la barriera delle 300.000 unità, i dati provvisori registrano il pieno recupero, rispetto al mese di luglio del 2019, con un +16,6% (+16,6% gli italiani e +16,4% gli stranieri).

Ancora al ribasso i pernottamenti (-0,9%) rispetto al mese di luglio dell’anno pre-Covid, ma la distanza è ormai corta, grazie a quelli degli stranieri che mettono a segno una crescita (+3,3%), mentre le presenze dei nostri connazionali mantengono ancora il segno meno (-2%).

Questo emerge dallo studio presentato nella riunione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali tenutosi il 14 ottobre alla presenza delle Istituzioni, dei vertici delle associazioni di categoria e di Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna.