(Sesto Potere) – Bologna – 12 gennaio 2022 – Nei primi nove mesi del 2021 – comunica l’Istat in una nota – le presenze dei clienti negli esercizi ricettivi sono in crescita rispetto al 2020 (+22,3%) ma restano ben sotto i livelli del 2019
(-38,4%).

Nel trimestre estivo (luglio-settembre) le presenze turistiche sono state circa 177 milioni (+31% rispetto al 2020) e 29 milioni in meno nel confronto con il 2019 (-14%).

I viaggi dei residenti per motivi di lavoro (circa 1,5 milioni) e per vacanza (circa 18 milioni) si attestano ai livelli dei primi nove mesi del 2020 ma rimangono comunque sotto quelli del corrispondente periodo del 2019.

Trento, Bolzano e Valle d’Aosta risentono di più del calo dei flussi turistici

A livello territoriale, i dati dei primi nove mesi del 2021 indicano un recupero delle presenze turistiche più accentuato nelle Isole (+45,1% rispetto al medesimo periodo 2020) e nel Nord-est (+23,8%) mentre soprattutto il Centro Italia mostra una crescita più contenuta (+16,5% rispetto al +22,3% nazionale). Il numero di presenze cresce di più in Sardegna (+62,8%), seguita da Veneto (+48,3%), Friuli-Venezia Giulia (+48,2) ed Emilia-Romagna (+33,3%). Si registrano invece flessioni per Valle d’Aosta (-31,2%),
Provincia autonoma di Trento (-10,9%), Provincia autonoma di Bolzano (-8,4%) e Lazio (-1%).
Le stime danno un’indicazione sia dell’impatto della pandemia sulla stagione turistica invernale in alcune regioni (Valle d’Aosta e Provincie autonome di Trento e Bolzano), sia della perdurante crisi legata ai flussi turistici della componente straniera, soprattutto proveniente da paesi extra Ue, molto rilevante per il Lazio.
Se si estende il confronto allo stesso periodo del 2019, le flessioni più consistenti delle presenze hanno interessato il Centro (-48,8%) e le regioni del Nord-ovest (-44,3%). Le ripartizioni del Sud (-39,1%) e delle Isole (-37,8%) sono in linea con la media nazionale (-38,4%) mentre il Nord-est registra una flessione meno ampia (-30,3%).

A livello regionale i cali maggiori del numero di presenze riguardano Lazio (-73,4%) e Campania (-60,1%).
Esaminando congiuntamente l’andamento delle presenze nei primi nove mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo dei due anni precedenti, si evidenziano facilmente le regioni maggiormente in sofferenza. Variazioni positive rispetto sia al 2020 sia al 2019 si registrano solo per il Molise, che però rappresenta appena lo 0,1% del totale nazionale delle presenze (dati 2019).
Le regioni che mostrano andamenti negativi rispetto ad entrambi gli anni sono il Lazio, le province autonome di Trento e Bolzano e la Valle d’Aosta. Il Lazio e la provincia autonoma di Bolzano (in cui il peso dei clienti stranieri era pari al 69,7% nel 2019) sono colpite in modo particolare dal netto calo della presenza dei clienti stranieri.
Tra le regioni caratterizzate da forti variazioni negative rispetto al 2019 ma con variazioni positive rispetto al 2020 si ritrovano la Sardegna (+62,8%), il Veneto (48,3%), il Friuli-Venezia Giulia (+48,2%) e l’Emilia-Romagna (+33,3%). Altre regioni, come Marche (+1,1%), Basilicata (+7,2%), Liguria (+10,1%) e Campania (+11,6%) registrano invece un recupero molto inferiore rispetto alla crescita media nazionale (+22,3%).

Emilia-Romagna, Veneto e Toscana le regioni più scelte dai clienti residenti

Come già evidenziato, la componente domestica della clientela è quella che mostra i maggiori segnali di recupero rispetto al 2019: le presenze dei residenti in Italia nei primi nove mesi del 2021 sono infatti circa l’80% di quelle registrate nel 2019, a fronte del 44% dei non residenti.
Con riferimento alla tipologia ricettiva, il settore extra-alberghiero è quello che si avvicina maggiormente ai livelli pre-pandemici (86,6% del valore riferito al 2019), mentre per il settore alberghiero la distanza resta più ampia (75,8%, con circa 29 milioni di presenze in meno rispetto allo stesso periodo del 2019).

A livello territoriale, la scelta dei turisti residenti in Italia si è orientata prevalentemente verso le località dell’Emilia-Romagna, (15,1% delle presenze complessive contro 14,4% nel 2019), seguita da quelle del Veneto (12,8%) e della Toscana (11,1%), con le stesse posizioni del 2019). Al quarto posto la Puglia e al quinto la Lombardia (che occupava il quarto posto nel 2019).
Il Lazio e la Campania, che registrano le flessioni maggiori in termini di quota di presenze dei clienti residenti, passano rispettivamente dalla quinta posizione del 2019 all’undicesima nel 2021 e dalla settima alla dodicesima.
Nel complesso i flussi crescono nelle prime cinque Regioni – Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Puglia e Lombardia – dove si concentra circa il 52% delle presenze complessive della clientela residente, quasi 2 punti in più rispetto sia al 2019 che al 2020.