Turismo, Federalberghi: Dopo il crollo del 2020 nubi fosche anche sui prossimi mesi

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(Sesto Potere) – Roma – 10 aprile 2021 – Nel 2020 i viaggi dei residenti in Italia sono stati 37 milioni e 527mila, un calo notevole rispetto al 2019, che ha interessato soprattutto le vacanze (-44,8%) e ancora di più i viaggi di lavoro (-68%). Solamente durante l’estate il calo si è attenuato (-18,6%). Nonostante ciò, sette persone su dieci hanno rinunciato alle vacanze estive: il 30,9% circa è partito nel periodo tra luglio e settembre, mentre nel 2019 erano il 37,8%. Lo ha reso noto l’Istat (vedi i dati completi in questo link pdf).

 In caduta libera i viaggi all’estero (-80%), un po’ meno colpite le località italiane (-37%) che sono state scelte dal 90,9% dei viaggiatori. Per quanto riguarda i pernottamenti sono stati 178 milioni in meno rispetto all’anno precedente, con un calo del 43,5%, di cui quasi 160 milioni erano viaggi di vacanza e i restanti 18 milioni viaggi di lavoro. Le strutture ricettive più colpite sono stati gli alberghi (-57,8% i pernottamenti e -62,2% le notti). Crescono invece i bed&breakfast e le stanze/case in affitto (+7,2%).

Se per il turismo il 2020 è stato un disastro, come dimostrano ampiamente i dati Istat sui viaggi in Italia, nel 2021 si sta assistendo a un ulteriore peggioramento per le misure di contenimento della pandemia che hanno di fatto azzerato la stagione invernale.

Lo ha sottolineato  Federalberghi in audizione al Senato sul su Dl sostegni.

Secondo la Federazione di rappresentanza degli albergatori, infatti, nel trimestre gennaio-marzo 2021 le presenze negli esercizi turistico-ricettivi sono diminuite dell’82,2% rispetto allo stesso periodo del 2019 (-72,5% per gli italiani e -92,7% per gli stranieri). E dopo la proroga delle restrizioni sino al 30 aprile è saltata anche la stagione primaverile: niente vacanze di Pasqua, niente week-end del 25 aprile e del primo maggio.

“La mancanza di certezze sui tempi della riapertura – ha sostenuto il direttore, Alessandro Nucara – impedisce ogni programmazione, facendo addensare nubi fosche anche sui prossimi mesi. In ogni caso, siamo consapevoli che la strada del ritorno alla normalità sarà lunga, e che il nostro settore potrà intraprenderla solo se si ristabiliranno le necessarie premesse sul versante sanitario. Confidiamo che l’accelerazione che è stata impressa alla campagna vaccinale consenta di riaprire le frontiere della speranza, per agevolare la ripartenza dei flussi turistici, interni ed internazionali. La vaccinazione di massa è importante anche in termini psicologici, in quanto consentirebbe di presentare il nostro Paese come una destinazione sicura. Si tratta di una scelta già intrapresa con successo da altri Paesi dell’area del Mediterraneo nostri concorrenti”.