(Sesto Potere) – Rimini – 18 maggio 2022 – L’Associazione Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini, ricordando di essere soggetto “professionalmente attendibile in merito alla salvaguardia della vita in mare”, nonostante i continui appelli e i confronti con le amministrazioni della Provincia e indirettamente anche con i rappresentanti dei concessionari balneari, segnala per l’ennesima volta “gravi difetti di responsabilità morale e sociale nei confronti della collettività che frequenta le spiagge e il nostro mare”.

Il motivo? “Ad ogni inizio e fine stagione estiva si nota un afflusso notevole di fruitori delle spiagge in totale assenza del Servizio Pubblico di Salvamento, servizio ad oggi fornito e gestito in ottica di risparmio economico aziendale da parte dei balneari e a discapito della collettività, il tutto in concordanza con le amministrazioni comunali”: spiega ancora l’Associazione Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini.

Nel recente fine settimana, il weekend del 14 e 15 di maggio, l’Associazione Marinai di Salvataggio segnala – anche con un report fotografico e con numerosissime testimonianze pubblicate anche sui social digitali e mass media – essersi verificato: “un afflusso degno di un weekend estivo in piena regola, con lettini affittati e chioschi di bar e ristorazione aperti e pieni di clienti” a fronte dell’ordinanza balneare regionale e comunale che prevedono la possibilità “di offrire al pubblico il noleggio di attrezzature (lettini, ombrelloni, ecc..) senza l’obbligo di salvaguardare la vita dei propri clienti, fruitori di tali servizi”.
Il tutto, spiega ancora l’Associazione Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini, “grazie all’indicazione in ordinanza balneare della clausola denominata “elioterapia”, un vero e proprio escamotage commerciale per non dover garantire il Servizio di Salvamento nei periodi di inizio e fine stagione estiva”.

Visto il perpetrarsi di questa situazione così descritta e ritenuta con “gravi irresponsabilità” l’ Associazione Marinai di Salvataggio della Provincia di Rimini chiede che la gestione e la fornitura del servizio di salvamento, “essendo un servizio pubblico essenziale”, venga gestito e fornito “senza riserve di delega direttamente dalle amministrazioni territoriali locali (i Comuni o la Regione) e non dalle imprese commerciali” come accaduto fino ad oggi.

”L’ordinanza balneare, nel definire le date di inizio e fine del servizio di Soccorso in spiaggia (ultimo weekend di maggio, secondo di settembre) è ormai un’inadeguata coperta corta: è evidente che la durata andrebbe modificata dal 1° maggio al 30 settembre. Non si può mascherare la stagione balneare già iniziata e già evidentemente in corso come “elioterapia”. I bagnanti ci sono già e sono tanti, e la loro sicurezza va garantita .Invitiamo il Comune di Rimini e quelli della provincia a prenderne atto ed agire di conseguenza.”: spiega nella sua pagina Fb l’ Associazione marinai di salvataggio e assistenti bagnanti della Provincia di Rimini.