Truffe in gestione centri accoglienza migranti. Bevilacqua (Ugl): “Elevare soglia di attenzione in Emilia-Romagna”

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Tullia Bevilacqua

(Sesto Potere) – Bologna – 19 febbraio 2021 – “L’episodio di ieri, indagato il vertice di una cooperativa ferrarese per la gestione fraudolenta di centri di accoglienza migranti ed una sottrazione di fondi pubblici per oltre 400mila euro, è soltanto l’ultimo di una catena che in tutta Italia, oltre che in Emilia-Romagna, deve far riflettere non soltanto sull’efficacia delle politiche migratorie e delle relative misure di controllo, ma anche e soprattutto, sulle modalità di erogazione di finanziamenti alle imprese che ruotano attorno al business dell’impiego di manodopera straniera”: a dirlo, in una nota, è Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl.

“Fra truffe sui permessi di soggiorno, gestione dell’immigrazione clandestina, false cooperative, utilizzo di finti minorenni, impiego di lavoratori in nero, e caporalato l’Emilia-Romagna è costellata di episodi poco edificanti. Mettendo in soffitta la retorica della società inclusiva, visto che in mancanza legalità e pari diritti, non soltanto nel mercato del lavoro, ma anche nell’accesso ai servizi del welfare e della comunità, si creano soltanto sacche di sfruttamento , caporalato e insicurezza sociale”: aggiunge Tullia Bevilacqua.

“Secondo recenti dati del Viminale, l’Emilia Romagna subito dopo la Lombardia è la regione italiana che ospita il maggior numeri di migranti nei propri centri d’accoglienza: parliamo di strutture gestite in buona parte da cooperative ed associazioni e raggruppamenti temporanei di imprese. Spesso, ed anche nell’ultimo caso di Ferrara, le prime vittime di eventuali storture nel sistema sono proprio gli immigrati. E dunque è facile constatare che è proprio l’intera filiera che è permeabile a criticità”: aggiunge il segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl.

Secondo un rapporto della Corte dei conti (pubblicato nel marzo del 2018, ed aggiornato al 2016) su una base di più di 12mila immigrati alloggiati nelle strutture regionali venivano spesi complessivamente 12 milioni di euro a fronte di appena il 13,5% di persone che poi ha effettivamente ottenuto lo status di rifugiato.

“Come sindacato Ugl ripetiamo da anni che si deve porre un freno all’immigrazione incontrollata inasprendo il contrasto all’odioso traffico di esseri umani ed al successivo sfruttamento della manodopera. Le cronache quotidiane ci ricordano che sempre più spesso sono  direttamente le organizzazioni criminali a mettere mano al business dell’immigrazione illegale, alterando pesantemente il quadro dell’economia nazionale. Speriamo che questo tema torni fra le priorità – oltre alla lotta al Coronavirus – del nuovo governo Draghi. Da parte nostra non mancherà di sollevare in ogni sede l’attenzione delle istituzioni verso questo problema che danneggia soprattutto le imprese che ogni giorno sopportano il peso della burocrazia, delle tasse, e della concorrenza sleale”: conclude Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl.