Trivelle, blitz a Ravenna all’incontro dell’Oil and Gas

(Sesto Potere) – Ravenna – 12 febbraio 2019 – In Emilia Romagna, nel 2017, per una produzione regionale di idrocarburi pari a 18.352 tonnellate di petrolio e 1.819 milioni di Smc di gas, sono stati versati come royalties, tra Regione e Comuni, circa 3,7 milioni di euro. In base alle soglie di esenzione stabilite dalla normativa italiana, quell’anno tutto il petrolio estratto e circa il 62,9% di gas, pari a 1.145 milioni di metri cubi standard sono stati esenti dal pagamento delle royalties da parte delle compagnie petrolifere per un mancato introito stimabile in circa 24.876.493 di euro. Sui 18 Comuni coinvolti dalle attività estrattive, uno soltanto riceve le royalties spettanti. Il 96,7% di quanto estratto tra terra e mare è di Eni, di cui il 61,6% è esente da royalties per un mancato introito per gli enti locali di 16.723.076 di euro.

trivella in mare

A fornire i dati è Legambiente Emilia-Romagna che nei giorni scorsi ha partecipato con propri volontari  ,  a Ravenna,  all’incontro pubblico “sulle trivelle in Adriatico” organizzato dal sindaco e presidente della Provincia di Ravenna Michele De Pascale.

I volontari di Legambiente Emilia-Romagna si sono presentati per esprimere la loro ferma contrarietà alle ragioni dell’appuntamento.

Un incontro pubblico, organizzato in uno dei centri dell’industria estrattiva nazionale, a cui erano stati invitati “tutti coloro che a qualsiasi titolo fanno parte del comparto delle estrazioni per condividere, coordinare e programmare le azioni da intraprendere a sostegno del settore delle estrazioni e dei lavoratori”.

Punto centrale dell’iniziativa? I  danni che verrebbero provocati al settore dall’emendamento   inserito nel

piattaforma eni

nel decreto legislativo “Semplificazioni” , che genera una sospensione di 18 mesi ad alcune delle attività di estrazione.

Diverso il   punto di vista di Legambiente Emilia-Romagna secondo cui la priorità su cui si deve concentrare la politica è la decarbonizzazione dell’economia, con il taglio dei 16 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili e la riconversione del settore energetico, e  la riconversione del settore nelle fonti rinnovabili come   strada da percorrere per tutelare davvero i lavoratori dell’industria oil and gas e dell’indotto.

“E riorganizzare il comparto – dichiara Lorenzo Frattini, presidente Legambiente Emilia-Romagna – significa anche andare a vedere quanti soldi vengono regalati alle compagnie che estraggono idrocarburi”.

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