Treni, in Emilia-Romagna livelli di servizio diversi tra le linee principali e quelle secondarie

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(Sesto Potere) – Bologna – 19 febbraio 2021 – In alcune Regioni il numero di spostamenti di persone in treno è quasi raddoppiato in questi anni. Basti citare la crescita dal 2011 in Emilia-Romagna (passata da 141.000 a 215.000), in Trentino da 13.000 a quasi 27mila, in Alto Adige da 24.200 a circa 30mila, in Puglia da 108.100 ad oltre 150.000, in Friuli-Venezia Giulia con un +32,3% e quasi 29mila viaggiatori al giorno ed in Lombardia da 650.000 ad 820.000.

Questo emerge, tra l’altro, nel Rapporto Pendolaria 2021 (qui il dossier completo) di Legambiente, presentato in diretta sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia e sui rispettivi siti.

Su scala nazionale, guardando alla situazione pre-Covid, i passeggeri sui treni AV di Trenitalia sono passati dai 6,5 milioni del 2008 a 40 milioni nel 2019: un aumento esponenziale (+515%), legato sostanzialmente a un raddoppio della flotta dei convogli ad alta velocità. Tuttavia, fuori dalle direttrici principali dell’alta velocità, la situazione del servizio in questi anni è peggiorata: per gli Intercity, l’offerta in termini di treni*km nel 2019 è scesa del 16,7% rispetto al 2010, così come il numero dei viaggiatori, crollato del 45,9%.
Passeggeri in aumento sui treni regionali e metropolitani, che superano i 6 milioni ogni giorno e registrano un incremento del 7,4% tra 2018 e 2019. Un boom si è registrato per quanti utilizzano le linee metropolitane, con 270 mila viaggi in più al giorno nel 2019 (+9,7% rispetto al 2018), per un totale di oltre 3 milioni di spostamenti quotidiani nelle sette città in cui la metro è presente.
Negli ultimi due anni (2019-2020) in Italia non è stato inaugurato nemmeno un chilometro di linee metropolitane. È aumentato purtroppo il distacco tra le città italiane e quelle europee, proprio laddove più rilevanti sono i ritardi: la dotazione di metro, tram e ferrovie urbane per i pendolari.
E dal 2002 al 2018, i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade, mentre tra 2010 e 2018 sono stati realizzati 298 km di autostrade e 2.479 km di strade nazionali, a fronte di appena 91,1 km di metropolitane e di 58,4 km di linee del tram.

treno in stazione

In Emilia-Romagna sono 1600 i chilometri di rete ferroviaria, con oltre 200 stazioni e 882 corse giornaliere. L’età medi del materiale rotabile, come esito dell’ultima gara del ferro che ha portato all’acquisto di 86 treni, è di 10 anni, tra i livelli più bassi sul piano nazionale. Positivo anche il lavoro di integrazione tariffaria avviato con la tessera “MiMuovo”.
Numeri importanti su cui c’è potenzialmente ancora tanto lavoro da fare: purtroppo i livelli di servizio sono molto diversi tra le linee principali (la più servita è la tratta Piacenza- Bologna-Rimini) e quelle secondarie (molte le lamentele degli utenti sui rami minori, come la Parma Brescia, o la Porrettana da Bologna) creando utenti di seria A e serie B.
Certamente tra i nodi da superare ci sono le carenze delle linee a binario unico  (52% del totale regionale)  che creano rallentamenti e colli di bottiglia e la necessità di elettrificazione (18% del totale regionale non è elettrificato) per velocizzare i mezzi e ridurre l’inquinamento.
Altro tema è quello del numero di corse: aumentare la frequenza dei treni che collegano l’interland ai capoluoghi  rappresenta un modo per creare “metropolitane di superficie” comode e veloci. Una scelta già presente dei documenti di programmazione di molte province (Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Bologna, Ferrara)  e su cui esistono già studi di fattibilità. O il caso della rete esistente della pianura di Piacenza, per cui la Provincia  stessa ha formalizzato una richiesta di valorizzazione in ambito PRIT.

treno a bologna

Le priorità di Legambiente per il rilancio del trasporto pubblico in Emilia-Romagna sono:

Completare il disegno del nodo bolognese. Un disegno fatto da due sistemi tra loro integrati il tram e il Sistema Ferroviario Metropolitano (SFM). Riguardo l’SFM il progetto è in estremo ritardo (doveva essere completato nel 2011). In particolare, manca l’orario cadenzato delle corse a 30 minuti (15 minuti nell’area urbana e  nelle  ore  di  punta)  e  la  realizzazione  delle  linee  passanti  in  Stazione  Centrale.  Altro  sintomo  di  questo ritardo,  il  grande  sottodimensionamento  della  linea  Porettana  e  la  mancata  connessione  di  importanti  poli attrattori come CNR, Bologna Fiere, Caab, Regione. Le   nuove  linee  di  tram  (di cui la prima già finanziata) dovranno completare il disegno metropolitano con reti veloci e ad alta capienza all’interno della città.

Potenziamento della ferrovia Pontremolese: un altro caso di estrema criticità per i pendolari è quello della linea Pontremolese, 120 km di lunghezza, dove convergono treni locali e di lunga percorrenza. Il raddoppio di questa linea ferroviaria (preventivato da 25 anni) rimane un’opera urgente e strategica sia per il pendolarismo sul territorio (verso Parma e verso La Spezia) sia come parte del completamento del Corridoio Tirreno-Brennero ferroviario per il traffico merci.

La realizzazione di una linea di trasporto di massa sulla costa che riduca gli impatti della mobilità turistica e connetta tutta la costa in modo efficace tra Riccione e Ravenna

L’adeguamento dell’intera rete ferroviaria regionale FER (350 km): raddoppio binario, risezionamenti e , ripristino delle vecchie linee dismesse, elettrificazione e adeguamento linee alle maggiori velocità delle locomotrici.

Un sistema di Tram o bus rapid transit in tutte le città capoluogo .