(Sesto Potere) – Modena – 4 novembre 2022 – «La riforma del Testo Unico degli Enti locali e delle Province è di vitale importanza, perché garantisce quella cornice normativa indispensabile a metterci nelle condizioni di operare al meglio; è la via maestra per rilanciare l’azione della Pubblica Amministrazione, restituendo alle Province tutte le funzioni e le competenze che esercitavano prima del 2014 e che garantiscono la piena operatività di un Ente sempre più indispensabile al Paese».

Con queste parole, il presidente di UPI Emilia-Romagna (l’Associazione che rappresenta tutte le Province dell’Emilia-Romagna) Gian Domenico Tomei ha commentato le recenti dichiarazioni del ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli, che, a margine di un incontro coi vertici dell’Unione Province d’Italia, ha dichiarato che «si è riscontrata una totale convergenza sulla restituzione dell’identità alle Province, che si può realizzare soltanto attraverso un’elezione diretta del Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale. È idea condivisa sia dal ministro che dall’UPI che, alla luce di questo obiettivo, si debba procedere ad un aggiornamento delle funzioni delle Province stesse e dei relativi finanziamenti».

A parere del presidente di UPI Emilia-Romagna Gian Domenico Tomei «il riordino istituzionale non può più attendere, perché le sfide che ci attendono richiedono assetti di governo locale e nazionale forti e coesi, anche alla luce del fatto che la stessa Costituzione ha assegnato a ciascun ente (Comuni, Province e Regioni) specificità e caratteristiche proprie, che le rendono complementari l’uno all’altro».

«Le sfide energetiche e l’emergenza economica e sociale che attraversa il Paese ha bisogno di istituzioni forti, per questo – conclude Tomei – attendiamo con fiducia che questo nuovo Esecutivo passi rapidamente dalle parole ai fatti».

Nel disegno di riforma istituzionale in discussione nel Governo è previsto il ritorno all’elezione diretta del Presidente della Provincia, la reintroduzione della Giunta provinciale e la riassegnazione delle funzioni che esercitava prima dell’introduzione della legge dell’allora ministro Delrio.