Terrorismo islamico, Morrone (Lega): “Italia sul banco imputati”

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(Sesto Potere) – Roma, 6 novembre 2020 – I ministri dell’interno e della cultura austriaci hanno annunciato la chiusura delle moschee legate all’islam radicale. Il presidente francese Emmanuel Macron aumenterà i controlli ai confini con l’Italia per chiudere l’accesso all’immigrazione clandestina dal nostro Paese. Giro di vite nei confronti dell’islam radicale da parte di Francia e Austria dopo i recenti sanguinosi attacchi terroristici di matrice islamica in Francia e a Vienna.

miliziani dell’Isis

“Gli ultimi attacchi di una lunga teoria che ha colpito l’Europa. Sul banco degli imputati l’Italia, il ‘ventre molle’ dell’Europa. Ormai è chiaro: i flussi immigratori che sbarcano illegalmente sulle coste italiane portano con sé la mala pianta del terrorismo, solo il Governo italiano e la maggioranza fingono di non saperlo, nonostante la nostra intelligence lo abbia denunciato da tempo”: evidenzia il deputato forlivese della Lega Jacopo Morrone.

“I primi provvedimenti che avrebbero potuto correggere la rotta, i decreti ‘Salvini’, sono stati cancellati dal furore ideologico immigrazionista del governo di centro-sinistra e dei grillini. Per responsabilità di Conte e colleghi stiamo pagando un prezzo altissimo in fatto di credibilità internazionale. Ma il dato peggiore è che l’islam politico radicale è saldamente insediato anche in Italia e grazie al PD sta entrando nelle amministrazioni locali. E’ obbligatorio affrontare il problema senza il paraocchi del politicamente corretto e della paura. Dobbiamo conoscere l’islam con cui ci dobbiamo misurare, senza venir meno alla nostra libertà di pensiero e non avendo il timore di sostenere i valori della nostra civiltà. C’è un islam che accetta di vivere in pace, condividendo i nostri valori, i nostri principi, le nostre leggi, ben inserito nella comunità. E c’è un islam che ha un obiettivo diametralmente opposto che riguarda l’Italia e l’Europa. E ora di rendersene conto e di assumere provvedimenti prima che sia troppo tardi”: conclude Jacopo Morrone.