Telefonia e rimodulazioni tariffarie, AgCom: sanziona WindTre e Vodafone

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(Sesto Potere) – Roma – 26 febbraio 2021 – L’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni ha emesso una sanzione di 696.000 euro nei confronti di WindTre in seguito all’introduzione di un costo fisso mensile di 4 euro per alcune offerte di linea mobile a consumo. AGCom ha evidenziato come l’applicazione di una sorta di canone non sia una mera modifica contrattuale, come sostenuto dal gestore, bensì costituisca uno stravolgimento sostanziale della natura dell’offerta sottoscritta, configurando di fatto un nuovo contratto. Considerando poi che l’azienda ha anche impedito ai clienti coinvolti il passaggio gratuito ad un altro piano a consumo senza costi fissi, l’Authority, una volta condotti i necessari accertamenti, ha appunto emesso la sanzione.

Alla sanzione comminata a WindTre si aggiunge inoltre la multa di 522mila euro emessa nei confronti di Vodafone in relazione alle cosiddette “SIM dormienti”, cioè SIM ricevute diversi anni addietro a titolo gratuito e con piano a consumo, mai utilizzate o inutilizzate anche da 10 anni, i cui titolari hanno però ricevuto, nel periodo compreso tra settembre 2019 e gennaio 2020, inaspettati e ingiustificati addebiti. Analogamente a quanto accaduto per WindTRe, anche Vodafone ha giustificato l’addebito con l’introduzione di un costo fisso sulle tariffe a consumo – un costo fisso di 5 euro al mese, non presente in fase di sottoscrizione del contratto – presentato come semplice modifica contrattuale e allo stesso modo la sanzione è stata comminata proprio perché anche in questo caso l’applicazione del canone configura un nuovo contratto a tutti gli effetti.

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L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ricordato che: “L’introduzione di un costo fisso mensile per diverse offerte di rete mobile a consumo ha leso il diritto degli utenti di poter fruire dei servizi secondo la tariffazione prescelta al momento dell’adesione ai diversi piani di base impattati dalla condotta censurata”, sottolineando inoltre il considerevole vantaggio economico conseguito dalle società.

Pur accogliendo positivamente l’intervento di AGCom, Federconsumatori con una nota ritiene necessario sottolineare ancora una volta “le gravissime criticità che ancora affliggono il settore delle telecomunicazioni”, perchè “troppo spesso le aziende adottano comportamenti non corretti e poco trasparenti quando non addirittura aggressivi, senza alcun rispetto per i diritti degli utenti. Inoltre le aziende ricorrono con eccessiva facilità alla facoltà di modificare unilateralmente i contratti, senza tuttavia mostrare altrettanta sollecitudine, almeno nella maggior parte dei casi, quando si tratta di fornire ai cittadini informazioni chiare ed esaustive. I consumatori, spesso disorientati, di rado hanno modo e strumenti adeguati a contrastare lo strapotere delle aziende: proprio per questo invochiamo ancora una volta con la massima urgenza la riforma delle Autorità che chiediamo da tempo e che consentirebbe di istituire un sistema di controllo realmente efficace, con tempi decisionali rapidi ed effettivi poteri regolatori e coercitivi assegnati alle Authority”.