(Sesto Potere) – Forlì – 19 gennaio 2002 – É stato presentato questa mattina in conferenza stampa “Teatri d’Inverno”, il progetto sulla drammaturgia contemporanea, trasversale a tutti i Teatri gestiti da Accademia Perduta/Romagna Teatri ma che avrà al Teatro Il Piccolo di Forlì il suo “nodo” principale.

Si tratta di 22 spettacoli, alcuni già presenti nelle Stagioni in corso – per esempio Marco Paolini o “Il nodo” con Ambra Angiolini al Diego Fabbri, in programma al Teatro Il Piccolo e negli altri Teatri, tra Forlì, Meldola, Cervia, Faenza e Bagnacavallo.

Il  Teatro Il Piccolo di Forlì , già “casa” del Centro di Produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri e uno dei più importanti poli culturali per il Teatro Ragazzi della Regione, amplia oggi la sua importanza e centralità come “officina” del Contemporaneo.

Dopo un primo passo con l’edizione 2021 del festival Colpi di Scena – che ha di fatto posto il teatro Il Piccolo al centro dell’attenzione nazionale nell’ambito del teatro contemporaneo -, il percorso intrapreso prosegue con il progetto Teatri d’Inverno – Sguardi sulla drammaturgia contemporanea”, organizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Forlì per la nuova Stagione del Teatro di via Cerchia e dedicato alla drammaturgia contemporanea, al teatro del nostro presente, recente passato o immediato futuro.

Una “mappa” che, partendo da Il Piccolo, si estenderà poi agli altri Teatri gestiti da Accademia Perduta (Diego Fabbri di Forlì, Dragoni di Meldola, Masini di Faenza, Goldoni di Bagnacavallo, Chiari di Cervia), sulla quale verranno tracciati percorsi artistici ed espressivi diversi, a loro volta aperti su differenti e molteplici visioni. 22 spettacoli di autori contemporanei e viventi che con le loro parole raccontano tesi, antitesi e sintesi di un’epoca, la nostra, quella che abitiamo, con cui ci confrontiamo quotidianamente.

Cranpi

Cronache del ‘900 e del 2000 (le storie di Giorgio Perlasca, Aldo Braibanti, Alfredino Rampi, Roberto Peci, la Legge Basaglia, gli effetti dell’acciaieria ILVA di Taranto), la complessità dei rapporti familiari e interpersonali, alterità, bullismo, razzismo, disagio e disorientamento giovanile sono solo alcuni dei temi portati in scena in spettacoli che sperimentano la necessità dell’esprimere – letteralmente “spremere” e “produrre” –, penetrando il cuore della parola e del gesto per restituire visioni. Territori da esplorare per scoprire che il teatro può essere simultaneamente molte cose pur rimanendo, in sostanza, una cosa sola: quel che accade quando il cammino di attori, drammaturghi, registi incontra quello degli spettatori in un luogo, in un momento che, allora, diventa teatro.

Teatri d’Inverno” inaugura il suo percorso al Piccolo con la formazione Cranpi e lo spettacolo La Classe. Docupuppets per marionette e uomini; seguiranno martedì 8 febbraio (nella foto in alto) Les Moustaches, compagnia già nota al pubblico forlivese grazie allo spettacolo La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza, che proseguono la ricerca su un teatro crudo e fiabesco al contempo con la nuova creazione L’ombra lunga del nano di Alberto Fumagalli.

Sempre al Piccolo Il giovane drammaturgo, regista, attore Teodoro Bonci del Bene presenterà Dati sensibili: New Constructive Ethics, una provocatoria indagine sociologica sottoposta all’attenzione degli spettatori. Fabio Bussotti e Mauro Conte saranno protagonisti di Il caso Braibanti, regia di Giuseppe Marini e cronaca del noto processo che alla fine degli anni 60 pose Aldo Braibanti quale capro espiatorio di un conflitto tra conservatorismo e contestazioni giovanili.

Emanuele Aldrovandi, drammaturgo e regista, e le attrici Bruna Rossi e Giorgia Senesi presenteranno la black comedy Farfalle, prima di una “trasferta” alla Fabbrica delle Candele per lo spettacolo Pane e petrolio, frutto della sinergia tra Ravenna Teatro/Teatro delle Albe e Teatro delle Ariette.

Bruna Rossi e Giorgia Senesi

Primo appuntamento in calendario del progetto multi-teatrale: martedì 25 gennaio – alle ore 21 – al Teatro Il Piccolo di Forlì, con La classe . Docupuppets per marionette e uomini, di Fabiana Iacozzilli, e performer di Michela Aiello, Andrei Balan, Antonia D’amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti. Produzione Cranpi, La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello, Carrozzerie n.o.t
La classe è un docupuppets con pupazzi e uomini. È un rito collettivo, in bilico tra La Classe morta di Tadeusz Kantor e I cannibali di George Tabori, in cui gli adulti, interpretati da pupazzi realizzati da Fiammetta Mandich, rileggono i ricordi di un’infanzia vissuta nella paura di buscarle. Una storia che Fabiana Iacozzilli fa nascere dai ricordi delle scuole elementari all’istituto “Suore di carità” e in particolare da quelli legati alla sua maestra, Suor Lidia. Questi ricordi/pezzi di legno si muovono su tavolacci che rimandano a banchi di scuola, ma anche a tavoli da macello o a tavoli operatori di qualche esperimento che fu. Tutto intorno, silenzio. Solo rumori di matite che scrivono e compagni che respirano. Nel silenzio dei loro passi, questi corpicini di legno si muovono nel mondo terrorizzante di Suor Lidia, unica presenza in carne ed ossa che sfugge alla vista di pupazzi e spettatori. In questa ricerca di pezzi di memorie andate emerge il ricordo in cui Suor Lidia affida a Fabiana la regia di una piccola scena per una recita scolastica decidendo, forse, insieme a lei, la vocazione della sua alunna.

Poi il cartellone prosegue giovedì 27 gennaio ore 21 (Giorno della Memoria) al Teatro Masini di Faenza con: Perlasca. Il coraggio di dire no, di Alessandro Albertin, regia di Michela Ottolini e produzione Teatro de Gli Incamminati. Un racconto affascinante, travolgente e commovente della storia di Giorgio Perlasca. Un Giusto tra le Nazioni. Un uomo semplice, normale, che, nella Budapest del 1944, si mette al servizio dell’Ambasciata di Spagna. Affronta la morte ogni giorno, si trova faccia a faccia con Adolf Eichmann, si spaccia per Console spagnolo solo e unicamente perché sceglie di salvare la vita a molte persone.

L'Inizio del Buio – Todi Festival | XXXV Edizione
 Sara Valerio e Giancarlo Fares 

Alla fine saranno più di 5.200, e non solo ebrei. Vive nell’ombra per più di 40 anni, non sentendo mai l’esigenza di raccontare la sua storia a nessuno. Nel 1988 viene rintracciato da una coppia di ebrei ungheresi che gli devono la vita. Quando i giornalisti gli chiesero le motivazioni delle sue azioni, lui rispose: “lei cosa avrebbe fatto al posto mio?”.

Sabato 29 gennaio , alle ore 21, al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, è in cartellone: L’Inizio del buio di Walter Veltroni adattamento teatrale Sara Valerio, regia Peppino Mazzotta, con Giancarlo Fares e Sara Valerio. Produzione Teatro e Società, Saval Spettacoli,Todi Festival. L’incontro di due storie fortemente radicate nella memoria degli italiani che, caso ha voluto, si sono svolte negli stessi giorni: la vicenda di Alfredino Rampi e quella di Roberto Peci. Un racconto emozionante e coinvolgente che chiede di riflettere sul prepotente ingresso della televisione nelle nostre vite. Il 10 giugno 1981 Roberto Peci trova pistole puntate, cade in un bagagliaio e non lo vede nessuno. Alfredino trova un buco nel terreno, cade e non lo vede nessuno. Due pubbliche solitudini date in pasto al pubblico. La televisione si trasforma e modifica il linguaggio con cui dialoga con gli italiani chiusi nelle proprie case.

Info – Per Teatro Il Piccolo: biglietti e prenotazioni telefoniche (0543 26355), dal martedì al sabato (festivi esclusi) dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18 presso la Biglietteria del Teatro Diego Fabbri di Forlì (via Dall’Aste) 10 € (intero); 5 € (under 29). Biglietti online di tutti gli spettacoli: Vivaticket – per chi acquista o prenota in prevendita, ad eccezione degli spettacoli a 5/10 €, ai prezzi esposti verrà applicato un ddp di 1 €

Info: www.accademiaperduta.it