Tassa rifiuti, spesa da 300 euro a famiglia nel 2020

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(Sesto Potere) – Roma – 26 novembre 2020 – E’ di 300€ la tassa per i rifiuti pagata in media nel 2020 da una famiglia nel nostro Paese, cifra rimasta invariata rispetto all’anno precedente. La regione in cui si rileva la spesa media più bassa è il Trentino Alto Adige (€193), dove si registra un incremento del 1,4% rispetto all’anno precedente. Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Campania (€ 419, -0,4% rispetto al 2019).

In un panorama nazionale in cui la tariffa resta invariata, a livello territoriale si registra un incremento in dieci regioni: Molise (+4,3%), Calabria (+3,4%), Umbria (+2,8%), Liguria (+2%), Lazio (+1,9%), Marche (+1,7%), FVG (+1,6%), Trentino Alto Adige (+1,4%), Toscana (+0,8%), Piemonte (+0,7%).
Tariffe in diminuzione in sei: Abruzzo (-2,8%), Veneto (-2,2%), Sardegna (-1,5%), Sicilia (-1,4%), Puglia (-0,8%) e Campania (-0,4%).
La spesa resta invariata in quattro regioni: Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta.

RegioneTari 2020Tari 2019Variazione %
Abruzzo€ 317 € 326 – 2,8%
Basilicata€ 221 € 221  0,0%
Calabria€ 306 € 296 + 3,4%
Campania€ 419 € 421 – 0,4%
Emilia Romagna€ 274 € 274   0,0%
Friuli Venezia Giulia€ 232 € 228 + 1,6%
Lazio€ 331 € 325 + 1,9%
Liguria€ 340 € 333 + 2,0%
Lombardia€ 241 € 241  0,0%
Marche€ 239 € 235 + 1,7%
Molise€ 228 € 219+ 4,3%
Piemonte€ 278 € 276 + 0,7%
Puglia€ 370 € 373 – 0,8%
Sardegna€ 340 € 345 – 1,5%
Sicilia€ 389 € 394 – 1,4%
Toscana€ 325 € 323 + 0,8%
Trentino Alto Adige€ 193 € 190 + 1,4%
Umbria€ 310 € 301 + 2,8%
Valle d’Aosta€ 275 € 275  0,0%
Veneto€ 229€ 234– 2,2%
Italia 300 300  0,0%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2020

È questo il quadro che emerge dalla annuale rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, disponibile online sul sito www.cittadinanzattiva.it.  L’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2020 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

La rilevazione è realizzata nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico (DM 7 febbraio 2018). 

Catania è il capoluogo di provincia più costoso (504€ stabile sul 2019), Potenza il più economico (121€). Rispetto ai 112 capoluoghi di provincia esaminati, sono state riscontrate variazioni in aumento (rispetto al 2019) in 30 capoluoghi, situazioni di stabilità in 27 e variazioni in diminuzione in 11. A Crotone l’incremento più elevato (+14,1%), a Venezia la diminuzione più consistente (-16,2%).

I 10 capoluoghi più costosi                                                      I 10 capoluoghi più economici
CapoluogoTari 2020 CapoluogoTari 2020 
Catania504 €   =Potenza121 € =
Cagliari481 €   Belluno168 € =
Benevento464 €   Udine169 € 
Salerno          462 €   Vibo Valentia184 € =
Napoli455 €   =Pordenone185 € 
Reggio C.443 €   =Isernia185 € =
Siracusa442 €   =Bolzano190 € 
Agrigento425 €   =Brescia191 € =
Trapani         424 €   Trento196 € 
Messina         422 €   Fermo196 € =

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe, Novembre 2020

A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 258 euro, invariato rispetto al 2019), segue il Centro (304 euro rispetto ai 299 del 2019), infine il Sud, più costoso (349 euro, erano 351€ nel 2019).

Secondo il rapporto Rifiuti urbani 2019 dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), gli italiani nel 2018 hanno prodotto 30,2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (+2% rispetto al 2017). La maggioranza dei rifiuti urbani è prodotta al Nord (47,5%) seguito dal Sud (30,5%) e infine dal Cn entro (22%).

La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 58,1% (+2,6 punti percentuale rispetto al 2017) mentre il 22% finisce in discarica. A livello di aree geografiche, primeggia in raccolta differenziata anche in questo caso il Nord (67,7%) seguito da Centro (54,1%) e Sud (46,1%). Le percentuali più elevate e al di sopra del 70% si registrano in Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%); le più basse e sotto la soglia del 40% in Sicilia (appena il 29,5%) e Molise (38,4%).