Tamponi in farmacia, plauso a modello Emilia-Romagna

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(Sesto Potere) – Roma – 24 dicembre 2020. “Con l’approvazione del primo vaccino contro la COVID-19 da parte dell’EMA si apre in Europa una nuova fase del contrasto alla pandemia: quella in cui non ci si limita più a contenere i danni della malattia ma si può fare una reale prevenzione” dice il presidente della FOFI-Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani, Andrea Mandelli.

“A questo vaccino se ne aggiungeranno presto altri, dalle caratteristiche differenti, anche dal punto di vista della conservazione e distribuzione, ma accomunati dalla sicurezza per le persone. Invitiamo tutti ad accostarsi senza diffidenze immotivate alla vaccinazione, che è l’unica possibilità di ritornare davvero a una vita normale, anche sotto il profilo sociale ed economico. A rendere più agevole l’immunizzazione per tutta la popolazione” prosegue Mandelli “viene oggi anche la possibilità di eseguire anche nelle farmacie le vaccinazioni, compresa quella contro il nuovo Coronavirus, come prevede la Legge di Bilancio domani in approvazione alla Camera. E’ un obiettivo per il quale la Federazione si batte da anni, anche sulla base degli eccellenti risultati che il coinvolgimento dei farmacisti nelle campagne vaccinali ha ottenuto in decine di paesi, in Europa e Oltreatlantico”.

“La ricerca” ha aggiunto il presidente della FOFI “ha ottenuto un risultato straordinario nel metterci a disposizione i vaccini nell’arco di pochi mesi: ora sta all’organizzazione sanitaria di ciascun paese non vanificare questa opportunità, mobilitando tutte le forze presenti sul territorio, a cominciare dal farmacista di comunità”.

Per quanto riguarda invece il tema dell’esecuzione dei tamponi rapidi nelle farmacie, Andrea Mandelli, ha aggiunto: “Abbiamo da tempo dato la nostra disponibilità a eseguire questi test, e i test sierologici, nei nostri presidi perché è evidente a chiunque che l’unica via per riprendere le attività quotidiane ora sospese è attuare una massiccia attività di screening e tracciamento. Purtroppo la situazione è ancora troppo disomogenea, a dispetto del fatto che dove si è scelto di coinvolgere i farmacisti in queste attività, mi riferisco innanzitutto al Lazio, al Piemonte e all’Emilia Romagna, i cittadini hanno apprezzato la possibilità di accedere rapidamente ai test”.

Per il presidente della FOFI è sbagliato che queste esperienze positive non siano generalizzate a tutto il Paese, considerato che è possibile erogare queste prestazioni in sicurezza, sia per gli operatori sia per i pazienti, “per esempio, ricorrendo anche a strutture mobili esterne alle farmacia. Il primo ostacolo da rimuovere è la burocrazia“ ha aggiunto. “Quella della pandemia è una situazione straordinaria, per la quale si deve ricorrere a soluzioni non convenzionali e non fossilizzarsi su regole ormai superate. Questo vale anche per il tema delle vaccinazioni contro il SARS CoV-2: se dobbiamo vaccinare decine di milioni di persone, somministrando due dosi, è evidente che si deve ampliare il numero dei professionisti abilitati a farlo”.