Tagli a visite ed esami extra-Covid a Forlì. Petri e Ragni (Fratelli d’Italia): “Ancora assente piano per far fronte all’emergenza”

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petri e bignami

(Sesto Potere) – Forlì – 9 marzo 2021 – L’annunciata impennata di ricoveri per il virus al Morgagni-Pierantoni di Forlì ha spinto il direttore dell’ospedale a dichiarare che saranno contestualmente ridotte le visite e gli esami extra Covid pur aggiungendo che “saranno comunque garantite le urgenze e le patologie oncologiche”.

ragni

“Si tratta di un provvedimento drastico che era stato preso soltanto nella prima ondata della pandemia, ormai un anno fa, quando l’intero sistema sanitario nazionale e regionale era stato colto impreparato. E’ a nostro avviso inconcepibile sentirsi dire le stesse cose del marzo del 2020, come se nel frattempo chi doveva gestire l’emergenza non avesse preso i necessari provvedimenti per potenziare il servizio in uomini e mezzi. Come stiamo chiedendo inascoltati da 12 mesi a questa parte”: il commento è di Roberto Petri e Fabrizio Ragni, rispettivamente coordinatore e vicecoordinatore provinciale di Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia (nella foto in alto: Petri e Bignami).

Il partito di Giorgia Meloni, anche a livello regionale, per voce del deputato Galeazzo Bignami, ha già evidenziato il problema: “In un anno non si è riusciti a strutturare un piano per far fronte all’emergenza Coronavirus”, evidenziando che in tutta l’Emilia-Romagna tra gennaio e settembre 2020 – solo per fare due esempi – sono state ridotte drasticamente mammografie e screening cervicale.

“E’ necessario prevenire l’insorgenza delle malattie o identificarle sul nascere. E la riduzione di queste prestazioni sanitarie è per noi intollerabile. Anche la Corte dei conti, nell’ultimo Rapporto sulla finanza pubblica, ha evidenziato gli aspetti problematici del Servizio sanitario, attribuibili soprattutto alle scelte politiche operate negli ultimi anni dal governo come dalle Regioni: eccessivi vincoli alla dinamica della spesa per personale, insufficiente personale specialistico e infermieristico, blocco del turn-over e contenimento della spesa. In Emilia-Romagna lo ripetono i sindacati di categoria, per ultimo l’Anaao Assomed, a fronte di un ultimo aumento di assunzioni e maggiori stabilizzazioni, il personale ancora non basta a colmare le perdite , i pensionamenti e l’aumentato carico di lavoro.

ingresso ospedale forlì

E poi c’è la questione del necessario potenziamento strutturale. Per anni a fronte delle nostre denunce sulle criticità del servizio sanitario: tagli dei posti letto, carenza di specialisti, specializzandi pochi e bloccati, personale mal pagato, endemica carenza di infermieri: gli amministratori regionali hanno risposto a suon di slogan. Ma i nodi sono venuti al pettine proprio in questa lunga emergenza pandemica. E in questo caso la propaganda di Bonaccini non cancella i problemi e la situazione di sofferenza ospedaliera che  è sotto gli occhi di tutti. Servono interventi e investimenti in uomini e mezzi urgenti, piuttosto che una riduzione dei servizi erogati”: aggiungono Roberto Petri e Fabrizio Ragni.

E il coordinatore ed il vicecoordinatore provinciale di Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia concludono con una precisazione che ritengono necessaria: “Si deve soltanto alla qualità dei professionisti che lavorano in prima linea nei nostri ospedali e nelle nostre strutture l’elevata qualità del servizio, che altre parti d’Italia invidiano all’Emilia-Romagna, sostenuta da un’ abnegazione al dovere di medici, infermieri e operatori socio-sanitari davvero commovente. Ma non possiamo dire la stessa cosa dei politici che amministrano la sanità e dei cosiddetti esperti che avrebbero dovuto, in un anno, organizzare e programmare una risposta che, ne prendiamo atto, è fino ad ora mancata. Per non parlare della questione dei vaccini, dove governo e giunta hanno mostrato evidenti incapacità”: concludono il coordinatore e vicecoordinatore provinciale di Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia.