(Sesto Potere) – Forlì – 26 ottobre 2021 – Grande partecipazione di persone e un saluto commosso dell’ambasciatore armeno alla Santa Sede, Garen Nazarian, presente ieri a Forlì in occasione della Festa di San Mercuriale e per incontrare il gruppo scientifico che ha condotto gli studi sulle reliquie del primo Vescovo di Forlì di origine armena.

Dopo il riconoscimento della provenienza armena di San Mercuriale, Vescovo di Forlì, avvenuta a dicembre 2019, la Festa del Patrono ha infatti accolto, quest’anno, la presenza eccezionale dell’ ambasciatore Nazarian, che ha espresso con un lungo e toccante discorso tutta la sua vicinanza e riconoscenza per il lavoro svolto dagli studiosi e la valorizzazione della figura di San Mercuriale .

“Sto ripercorrendo il cammino di Mercuriale dall’Armenia a Forlì – Questa  celebrazione è un messaggio di pace e dialogo tra i popoli. Ringrazio gli studiosi, il gruppo Ausl Romagna Cultura, la Diocesi di Forlì-Bertinoro, il Lions Terre di Romagna e la famiglia Silvestrini per il sostegno dato alle ricerche sulle reliquie. Questo è solo l’inizio di un proficuo rapporto di collaborazione tra Italiani ed Armeni e tra Armeni e  forlivesi”. 

E’ di questi giorni, peraltro, la notizia che il Vaticano ha  deciso di aprire una nunziatura in Armenia per intensificare ulteriormente la cooperazione tra l’Armenia e la Santa Sede in materia di cultura, scienza, archeologia e altri settori.

L’ambasciatore, prima di essere ospite  alla festa di San Mercuriale , presso l’omonima abbazia di piazza Saffi, si era recato a visitare il Duomo di Forlì e la sede della Fondazione Cassa di Risparmio ed ha assistito  alla breve conferenza tenuta dall’antropologo fisico Mirko Traversari, che ha riepilogato i risultati dell’esame autoptico operato sui resti del proto vescovo forlivese. In basilica erano presenti il Sindaco di Forlì e  le autorità religiose, civili e militari della città.

Il progetto dello studio sulle reliquie

Il progetto dello studio sulle reliquie di San Mercuriale, che ha preso avvio con la ricognizione scientifica del 19 settembre 2018, nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell’iniziativa sono Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, Tiziana Rambelli e Luca Saragoni del gruppo Ausl Romagna Cultura e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna, particolarmente attivo su attività di valorizzazione e tutela della città di Forlì, che si è dimostrato immediatamente sensibile all’importante iniziativa.

Gli studi hanno accertato che San Mercuriale è vissuto tra il II e  il III secolo d.C, e’ morto in un’età  compresa tra i 40 e i 50 anni, era alto 1 metro e 60 e soffriva di osteoporosi.

“Grazie all’immenso lavoro che in questi mesi le amiche e colleghe del Laboratorio del DNA antico dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna, prof. Donata Luiselli e dott. Elisabetta Cilli hanno compiuto”, ha detto ancora Traversari, “siamo riusciti ad ottenere l’intero genoma mitocondriale e a decifrare l’aplogruppo delle reliquie di san Mercuriale e, in virtù di questo eccellente materiale, è stato finalmente firmato un accordo di collaborazione scientifico con il laboratorio diretto dal prof. Yepiskoposyan, che ci permetterà di approfondire l’analisi con un altissimo grado di dettaglio”.

“Studi di questo genere”, ha aggiunto, “mirano ad individuare e riconoscere ogni singola specificità e mutazione della sequenza genetica, attribuendone un significato preciso in relazione all’appartenenza ancestrale ad un gruppo popolazionistico rispetto un altro, e molto altro ancora”.

“Questa collaborazione rappresenta un nuovo punto di partenza, che aprirà certamente nuovi interessantissimi scenari scientifici e conoscitivi del nostro compatrono san Mercuriale. Ho sempre pensato che, nonostante siano già trascorsi più di due anni dall’avvio de progetto, fossimo in realtà solo all’inizio di questo affascinante cammino conoscitivo”, ha concluso Traversari.