Strage di Bologna, chiusa la nuova indagine: mandanti i capi della P2

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Strage di Bologna 1980 (Ph AFP-Getty Images)

(Sesto Potere) – Bologna – 12 febbraio 2020 – La procura generale di Bologna ha emesso martedì mattina l’avviso di chiusura delle indagini – affidate a Guardia di Finanza, Digos e Ros dei carabinieri – sui mandanti della strage alla stazione del 2 agosto del 1980: che costò la vita a 85 persone, oltre 200 i feriti. Notificati gli avvisi di fine indagine da parte dell’avvocato generale presso la Procura  Alberto Candi e dai sostituti  Umberto Palma e Nicola Proto.

Strage di Bologna 1980 (Ph AFP-Getty Images)

Secondo l’accusa i mandanti finanziatori e organizzatori in concorso della strage sarebbero: il capo della loggia massonica Propaganda 2    Licio Gelli, il suo braccio destro Umberto Ortolani, il capo dell’ufficio Affari riservati del Viminale, ex prefetto ed iscritto alla P2 Federico Umberto D’Amato, e l’ex senatore del Msi , anche lui piduista, il giornalista Mario Tedeschi. Tutti già deceduti.

Nel registro degli indagati figura anche l’ex terrorista di Avanguardia Nazionale  Paolo Bellini, ritenuto esecutore in concorso con i quattro ex terroristi neofascisti dei Nar Nuclei Armati Rivoluzionari già condannati in via definitiva: Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini , unitamente a Gilberto Cavallini riconosciuto colpevole in primo grado.

strage stazione bologna

La notifica di conclusione delle indagini è indirizzata anche: all’ex generale del Sisde Quintino Spella e all’ex carabiniere  del Nucleo investigativo di Genova, Piergiorgio Segatel, accusati di depistaggio e l’agente immobiliare, Domenico Catracchia, che a Roma avrebbe affittato ai Nar un covo in via Gradoli, accusato di false informazioni al pm perché, interrogato dalla Procura generale che ha condotto l’inchiesta, avrebbe mentito.  

In merito alla chiusura della nuova inchiesta sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, il sindaco di Bologna Virginio Merola dichiara quanto segue: “Nel futuro processo per accertare le responsabilità individuate dai magistrati della Procura Generale, il Comune di Bologna si costituirà, come sempre, parte civile. Ringrazio l’Associazione dei familiari delle vittime per l’incessante impegno che è stato d’impulso a questa inchiesta sui mandanti. Nonostante l’amarezza per i quarant’anni che sono passati, la ricerca della verità è sempre attuale”.

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