(Sesto Potere) – Forlì, 16 gennaio. “Stante la presenza di fatti aventi carattere di estrema emergenzialità e delicatezza, siamo a richiedere con urgenza la convocazione della IV Commissione assembleare, per le competenze alla stessa attribuite, chiedendo, altresì, che vengano a relazionare sulla vicenda il Dott. Tiziano Carradori, Direttore Generale dell’Ausl di Romagna e il Dr. Maurizio Menarini Direttore UO centrale operativa 118 ed emergenza territoriale Romagna.”

Porta la prima firma del consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli, e a seguire quella dei colleghi Daniele Marchetti, Fabio Bergamini, Michele Facci, Simone Pelloni e Stragliati Valentina la richiesta urgente di audizione in Commissione Sanità dei vertici dell’Ausl di Romagna in relazione alla soppressione dell’automedica a Meldola.

Carradori

“Il nostro Regolamento prevede la possibilità di convocare una commissione d’urgenza, in deroga alla normale programmazione dei lavori della Regione, per ‘fatti ritenuti socialmente rilevanti che si sono determinati nella realtà regionale’. È evidente che questo lo è” – dichiara il consigliere regionale Pompignoli – “e che non è più sufficiente né tollerabile nascondersi dietro a numeri e lettere. La sanità è fatta di persone, come ha giustamente ribadito il sindaco Zattini. Ciò che è mancato in tutta questa vicenda è il dialogo con le istituzioni locali, i sindaci e chi ci mette la faccia nell’amministrazione quotidiana dei territori. Dunque è arrivato il momento di parlarsi, di metterci la faccia e spiegarsi”.

“Anche perché, lo ribadiamo, il problema della carenza di medici e personale sanitario non è di oggi. Sono anni che se ne parla e le previsioni future non lasciano ben sperare. Si tratta di un problema con cui dovremo convivere ancora a lungo e chiaramente non risolvibile, nell’immediato, con la chiusura a carambola di un servizio in qua e in là sul territorio. Prima di assumere decisioni affrettate, che rischiano come in questo caso di generare dissidi e malumori, è sempre indispensabile interrogarsi sull’equilibrio costi/benefici e, soprattutto, parlarne con chi è in prima linea della gestione dei territori. Non farlo potrebbe innescare pericolosi cortocircuiti politici.”: conclude Pompignoli.