Sommerso in Emilia-Romagna. Bevilacqua (Ugl ) porta il problema nel Patto per il lavoro

(Sesto Potere) – Bologna – 6 agosto 2019 – L’ultima indagine elaborata dal Centro Studi di Confartigianato Emilia-Romagna riporta una realtà allarmante su abusivismo e sommerso  nei vari settori dell’  artigianato, con  208mila occupati non regolari con il 4,2% del valore aggiunto realizzato dalle imprese del territorio. Nel ramo dell’edilizia e costruzioni, soprattutto, gli occupati non in regola  sono quasi due volte gli occupati regolari. Complessivamente, il lavoro nero costituisce il terzo settore dell’economia in Emilia-Romagna. 

lavori in corso

“Sono dati in crescita ed è necessario ricordare che lavoro nero e la concorrenza sleale che ne consegue , alterando il mercato, danneggiano soprattutto le imprese in regola che rispettano le leggi in materia di sicurezza e contributi. Esistono ditte , come è emerso dalle inchieste della magistratura, che per  evitare di pagare  gran parte delle tasse dovute al fisco e i contributi dovuti ai lavoratori per le loro pensioni certificano  indennità di trasferta e  rimborsi-spese per   mai sostenuti. Ma l’attività repressiva delle forze dell’ordine non è sufficiente”: afferma in una nota il segretario generale Ugl dell’ Emilia-Romagna, Tullia  Bevilacqua.

L’esponente sindacale confederale ricorda che il fenomeno del sommerso s’è accentuato negli anni della grande crisi globale, con la maggiore disponibilità di alcuni a lavorare senza un regolare contratto a causa  della subentrata  difficoltà ad accedere al mondo del lavoro regolare.

“Sono almeno tre le misure   da mettere in campo  per arginare il fenomeno – propone Tullia Bevilacqua – ridurre l’eccessiva pressione fiscale che grava sulle imprese e pesa anche sul costo del lavoro; avviare nuove e più efficaci politiche  di incentivo al lavoro regolare e in sicurezza e infine avviare un piano straordinario di controlli  con una lotta mirata all’evasione nel settore   dell’  artigianato. Ma se di sommerso dobbiamo parlare il discorso andrebbe

Tullia Bevilacqua

esteso anche ad altri comparti (come agricoltura  ed  il turismo, per esempio) che sono maggiormente  legati alla stagionalità del lavoro”.

Ci si riferisce, in generale,  ad una pratica   difficilmente controllabile, dove vi è spesso il ricorso al lavoro a giornata non dichiarato e sono soprattutto gli immigrati clandestini , anche irregolari, in cerca di lavoro . ad essere impiegati nell’attività richieste, sfruttati e pagati a basso costo, privi di tutele.

Il   segretario generale Ugl dell’ Emilia-Romagna annuncia il proposito di portare la questione del sommerso, del lavoro nero e grigio e del caporalato in seno alla prossima riunione del Patto regionale del Lavoro dell’Emilia-Romagna,  con l’intento di elevare il dibattito su queste questioni anche in ambito nazionale: “Si pensi soltanto alle politiche di emersione , che sono state intraprese  nel corso degli anni dai vari governi evidenziando  l’ assenza nel nostro Paese di una definita strategia giuridica e la mancanza di una strategia strutturale e coerente per combattere davvero il fenomeno”: conclude Tullia Bevilacqua

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