Solidarietà Pd e Forlì e Co. ai giornalisti de ‘Il Resto del Carlino’

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(Sesto Potere) – Forlì – 29 ottobre 2019 – I gruppi consiliari del centrosinistra “PD Forlì” e “Forlì e Co.” commentano con una nota congiunta  le notizie pubblicate nei giorni scorsi sull’annunciato ridimensionamento degli organici dei quotidiani del gruppo “Quotidiano Nazionale-Il Resto del Carlino-Il Giorno-La Nazione-Quotidiano.net” a seguito dell’annunciato piano di ristrutturazione (si parla di  112 esuberi su 283 giornalisti, ndr) avanzato dal gruppo Poligrafici Editoriale e anticipato dai rispettivi Comitati di Redazione.Le due forze politiche guardano con “grande preoccupazione” questa situazione e valutano come “altrettanto allarmanti”  le informazioni secondo le quali “questa riduzione del personale potrebbe condurre a una riorganizzazione delle redazioni locali del gruppo, con la prospettiva di un significativo ridimensionamento di quella forlivese”.

“Per prima cosa vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai giornalisti dei quotidiani interessati, alle prese con una delicata mobilitazione per assicurare la tutela del proprio posto di lavoro e la garanzia della propria competenza e professionalità. In questo come in altri casi, chiediamo che i lavoratori non siano i soli a pagare i costi della crisi e che venga individuata una soluzione in grado di salvaguardare in primo luogo l’occupazione.”: scrivono nella nota i gruppi consiliari del centrosinistra “PD Forlì” e “Forlì e Co.”

Morgagni

Federico Morgagni, capogruppo “Forlì e Co.” e  Soufian Hafi Alemani, capogruppo PD ricordano che: “Il Resto del Carlino, con le sue numerose edizioni locali, rappresenta da decenni una delle principali voci del nostro territorio e una vera e propria memoria storica delle trasformazioni e dei processi che lo hanno interessato, costituendo quindi un patrimonio della comunità. Ancora oggi, del resto, l’informazione locale ha un ruolo fondamentale per la vita di intere realtà territoriali, facendo da lievito per il dibattito democratico e costituendo il decisivo strumento di informazioni dei cittadini sulle scelte che riguardano il futuro delle loro città”.

Con la premessa che “la riduzione degli organici, il ridimensionamento delle redazioni, l’aumento di fenomeni di precariato e sfruttamento rischiano quindi di intaccare direttamente la qualità dell’informazione, mettendo in discussione un diritto sancito per tutti i cittadini dall’Articolo 21 della Costituzione e inficiando nel profondo la vita democratica nelle nostre città” le due liste auspicano  che: “si possa aprire ,  anche con la mediazione delle istituzioni a ogni livello, un proficuo confronto fra editori e associazioni dei giornalisti, allo scopo di individuare soluzioni positive, in grado di scongiurare i licenziamenti e assicurare che “Il Carlino” possa continuare a costituire un presidio della libertà di informazione anche nel nostro territorio.”

Soufian Hafi Alemani

Da segnalare che ha preso posizione anche il consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna che ritiene la situazione:  “Inqualificabile. Non c’è altro termine per definire il comportamento della Poligrafici Editoriale la quale – per l’ennesima volta – scarica sui lavoratori le difficoltà aziendali spesso enfatizzate ad arte, arrivando addirittura a denunciare la rappresentanza sindacale. Un gesto gravissimo ed inedito che costituisce un precedente pericoloso per la stessa democrazia”.

Con riferimento all’annuncio della Poligrafici Editoriale di voler denunciare “per manipolazione del mercato (art.185 testo unico della finanza) e per diffamazione”  i Cdr de Il Resto del Carlino-Il Giorno-La Nazione-Quotidiano.net accusati di avere diffuso “falsità” in relazione al piano di esuberi dei giornalisti.

A sua volta, l’Associazione Stampa Emilia-Romagna , per voce del presidente  , Matteo Naccari, sentito il Coordinamento dei Comitati di redazione della Poligrafici  ha dato mandato ai legali  di promuovere un procedimento, ai sensi dell’articolo 28 dello statuto dei lavoratori, “per comportamento antisindacale” contro la Poligrafici Editoriale.

 

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