(Sesto Potere) – Bruxelles – 14 dicembre 2021 – Pubblicata la nota informativa più aggiornata dell’AEA-Agenzia Europa per l’Ambiente «Health impacts of air pollution in Europe» (Impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute in Europa) che presenta le stime aggiornate su come tre inquinanti principali, particolato fine, biossido di azoto, ozono troposferico, hanno inciso sulla salute dei cittadini europei nel 2019.

Secondo le stime più recenti dell’AEA, 307 000 persone sono decedute prematuramente a causa dell’esposizione all’inquinamento da Pm2,5, le particelle di particolato più sottili, nell’UE nel 2019, quasi 50mila in Italia, al 2° posto in questa triste classifica (tenendo conto però che il nostro Paese è il 3° più popoloso dell’Unione europea dopo Germania e Francia)..

Si sarebbe potuto evitare almeno il 58% di questi decessi, ossia 178 000 persone se tutti gli Stati membri dell’UE avessero raggiunto il nuovo livello orientativo di 5 µg/m3.

inquinamento

Secondo l’Agenzia Europa per l’Ambiente  le morti premature causate dall’esposizione al biossido di azoto (No2) sono state oltre 40mila, delle quali oltre 10mila in Italia, il paese con il più alto numero di vittime causate da questo inquinante. Sono invece quasi 17mila i decessi causati dall’inquinamento da Ozono (O3), di cui 3.170 in Italia.

La qualità dell’aria in Europa era migliore nel 2019 che nel 2018, il che ha comportato anche un minor impatto negativo sulla salute. Il calo dell’inquinamento segue una tendenza a lungo termine, guidata da politiche volte a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria.

Nel quadro del Green Deal europeo, il piano d’azione dell’UE per l’inquinamento zero stabilisce l’obiettivo di ridurre il numero di decessi prematuri a causa del particolato fine di più del 55 % entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005.

Secondo l’analisi dell’AEA, l’UE è attualmente sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo, dal momento che il numero di tali decessi è diminuito di circa un terzo dal 2005 al 2019.

L’inquinamento atmosferico rappresenta una delle principali cause di decesso prematuro e di malattia e costituisce il più grave rischio sanitario ambientale in Europa. 

Le malattie cardiovascolari e l’ictus sono le cause più comuni di decesso prematuro attribuibili all’inquinamento atmosferico, seguite da malattie polmonari e cancro ai polmoni.

I dati dell’AEA, pubblicati all’inizio di quest’autunno, hanno mostrato che i livelli d’inquinamento dell’aria rimangono al di sopra dei limiti legali dell’UE nella maggior parte dei paesi europei.