Sindaci dei Comuni G20s in pressing sul governo: sostegno a città balneari

0
2088

(Sesto Potere) – Riccione – 19 maggio 2020 – S’è svolta pochi giorni fa la riunione del G-20s, G20s – Summit delle spiagge italiane, raggruppamento che unisce i sindaci delle maggiori località balneari del paese, in videoconferenza con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta con la richiesta di avere in tempi rapidi e certi le nuove regole di sicurezza a cui adeguarsi (vedi foto).  

All’ordine del giorno anche le richieste di misure a sostegno dei lavoratori stagionali e della filiera turistica, dei bilanci comunali, degli aiuti alle imprese turistiche alle famiglie e della rimodulazione urgente del Fondo di solidarietà per i comuni Balneari.

Chiesta anche la sospensione del pagamento dei canoni demaniali per gli stabilimenti balneari almeno fino a tutto il 2021, mentre per l’ IMU la richiesta avanzata è quella di riduzione o rimodulazione del prelievo fiscale, oltre alla Tari per cui  si richiede l’intervento per la rimodulazione del calcolo della tariffa in considerazione della tante emergenza e dell’impossibilità di adeguarla al 2019.

All’indomani della pubblicazione del Dpcm 18 maggio, i sindaci dei comuni balneari che si riconoscono nel G20s cominciano ad intravedere qualche spiraglio di luce, ma il tunnel buio da percorre in questo 2020 sarà ancora molto lungo.

Renata Tosi, sindaco di Riccione

La possibilità di riaprire le spiagge e tutti i servizi collegati con date e modalità operative precise è solamente la prima battaglia vinta grazie anche alle pressioni fatte presso le diverse Istituzioni politiche e amministrative – Regioni, Ministeri e Governo – e al lavoro costante e assiduo svolto sui rispettivi territori per dare voce alla crisi profonda che sta investendo le spiagge italiane.

Ma ora – sempre a parere del G-20s – servono altre azioni ed interventi per scongiurare il rischio default dei bilanci comunali.  

La voce corale dei sindaci dei Comuni G20s chiede la rimodulazione del Fondo di solidarietà e il riconoscimento dello status di “Città Balneare”, in considerazione del fatto che i comuni balneari sono città con flussi di presenza diversificati durante l’arco dell’anno, che l’attività economica prevalente svolta dai Comuni del G20s è quella turistica esercitata in forma stagionale, e che pertanto gli impatti economici della crisi da una parte sono rilevantissimi già nell’immediato e dall’altra le persone e le imprese dovranno attendere un periodo ancora più lungo per poter beneficiare della ripresa.

Nelle prossime settimane i sindaci del G20s si attiveranno presso Governo e Ministri per chiedere con forza interventi economici e finanziari specifici per questo settore – il turismo balneare – per scongiurare il rischio di ritrovarsi a settembre con un intero sistema che sarà al collasso.

Ed anche Renata Tosi, sindaco di Riccione, sposa la battaglia, chiedendo : “Il Governo deve riconoscere lo status di città balneare a Riccione e a quei Comuni che per vocazione, per la prevalenza di attività economiche a carattere turistico presenti sul territorio, per la particolarità dunque del gettito tributario interno e ovviamente posizione geografica, hanno caratteristiche proprie differenti dagli altri Comuni italiani”.

I venti Comuni del G-20s , i più visitati a livello turistico balneare, registrano più di 60 milioni di presenze, generando un impatto considerevole sul turismo nazionale, da Nord a Sud. In Emilia-Romagna aderiscono a questo organismo: Comacchio, Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione e Cattolica.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here