(Sesto Potere) – Bologna – 11 luglio 2022 – Il mese di giugno da poco trascorso è stato il secondo più caldo mai registrato in Europa con una temperatura superiore di 1,6 gradi alla media per effetto del valori estremi fatti registrare in Spagna, Francia e Italia. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sul bollettino climatico del programma europeo Copernicus dal quale si evidenzia che a livello mondiale la temperatura media è stata di 0,32 gradi superiore alla media 1991-2020, la terza più alta mai registrata prima soprattutto per effetto dei valori rilevati in Cina, Giappone e Usa.

L’anomalia climatica in Italia a giugno – sottolinea la Coldiretti – ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac (l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr con sede a Bologna) che effettua rilevazioni in Italia dal 1800.

Uno stravolgimento climatico che pesa sulle coltivazioni, con una siccità che ha causato già danni per oltre tre miliardi nelle campagne – ricorda  Coldiretti – , ma anche sull’ambiente, dagli incendi triplicati allo scioglimento dei ghiacciai, di cui la tragedia della Marmolada è il più drammatico esempio.

Il caldo impatta anche sulle rese agricole con cali medi del 30% nel 2022 per il mais e per il grano, minacciando di condizionare la produzione anche in futuro.

“Con quasi un cittadino europeo su cinque che è oggi colpito mediamente ogni anno dal problema siccità, secondo l’ultimo rapporto dell’Unccd, chiediamo all’Ue di sostenere misure strutturali per affrontare l’emergenza idrica e assicurare la disponibilità di acqua in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina abbiamo bisogno di tutto il nostro potenziale per garantire cibo ai cittadini e ridurre la dipendenza dall’estero” dichiara il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.